Gone with the flow - RegoleZero
Time is running out...
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Più di *loading* neuroni bruciati
Sono alle prese con pensieri così contorti e confusi da non saperli definire in alcun modo...
Ho la vaga, strisciante sensazione di aver perso qualcosa, ma non riesco a mettere a fuoco questa mancanza. Potrebbe essere qualsiasi cosa, un oggetto, una persona, una virtù. Ma ho la certezza che, qualsiasi cosa fosse, avesse un notevole impatto positivo sulla mia vita.
Pazienza.
Tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro e fare una lunga doccia calda a temperatura costante è una delle cose più rigeneranti che esistano.
Niente ustioni, niente getti d'acqua gelida. Niente scene di follia nel box doccia. Niente urla nè bestemmie in aramaico. Semplice, puro, costante relax.
Costanza. Grande qualità per caldaie e persone.

Mentre il mondo celebra nei modi più strampalati l'uscita di Windows 7, mi fermo a ragionare su quello che è stato (ed è) il mio lavoro. Risolvo problemi ma non sono Mr. Wolf. Riparo e assemblo strani aggeggi e non sono Mc Gyver. Diffondo il poco che so senza inutili riserve ma non sono affatto un Illuminato.
Oggi sono solo un Whopperman e nemmeno dei migliori.
Però i fatti sembrano dimostrare una certa regolarità nell'accomodare i casini altrui. Attitudine al "problem solving", la definiscono. Stranamente non sono ancora capace di gestire i miei.
Con testardaggine, insisto finchè non si spalancano le porte della soluzione attraverso la logica, lo studio e l'intuito. Il metodo c'è e alla lunga si vede. Ma ancora non riesco ad applicarlo nella mia vita privata. Un mezzo disastro insomma.
Quello che sono sul lavoro è l'opposto di quello che sono nel tempo libero. Paradosso? Autolesionismo? Quello che sto facendo ha davvero un senso? Sto rendendo il mondo un posto migliore?
La risposta sembra scontata. Eppure, mi piace pensare di aver imparato qualcosa. Di aver dimostrato a me stesso che il sacrificio enorme che ho fatto rimettendomi a fare qualcosa che avevo deciso di abbandonare per sempre, nell'inutile rincorsa di un sogno placcato d'oro ma fatto di merda, è servito a qualcosa.
Niente trastulli, solo responsabilità. A volte enormi. Ci sono dei giorni in cui se facessi un danno, non basterebbero tre vite da schiavo per ripagarlo, frustate incluse.
Continuo piuttosto ad essere una zattera in un mare troppo grosso ma che la tempesta, un giorno dopo l'uscita ufficiale di Windows 7, non ha ancora affondato (e qui un'auto-tastatina scaramantica ai coglioni ci sta tutta).
E si va avanti così. Ogni giorno non solo si ripara una falla ma si aggiungono migliorie alla bagnarola che pian piano si illude di essere una nave da crociera.
P.S. Se pensate che la foto qui sopra sia una bufala, vi sbagliate. Ma dubito che qualcuno di voi andrà a Tokyo a controllare di persona prima del 28 di Ottobre... la promozione è valida, a partire da ieri, per una settimana, a soli 777 Yen. Poco più di 5.50 Euro. Ma dove li trovate 7 strati 7 di carne bovina in un panino così enorme da non riuscire nemmeno a mangiarlo?
Forse c'è da fermarsi un giorno a pensare al mondo in cui viviamo...
Il Cairo. Venti milioni di persone. Tra voci, colori e odori sarò solo un puntino.
Un puntino perfettamente mimetizzato tra i suoi abitanti, tra la sua storia e il suo presente.
Non vedo l'ora.
Quando mi si presenta una coincidenza che ha l'aspetto di una congiunzione astrale, ho preso l'abitudine di seguirla, quasi fosse il Bianconiglio. Anzi, a dire il vero, non mi limito a seguire il bastardello saltellante con l'orologio in mano, ma gli asfalto pure la strada e gli preparo piccoli snack a base di carota per rendergli il viaggio più rapido e confortevole in modo da vederne in anticipo la potenziale destinazione.
Mi piace pensare che da qualche parte, nascosto nel calderone fatto di persone, luoghi e tempi, ci sia un filo d'Arianna che collega gli ingredienti, che regola il ciclo delle interazioni e che indica una direzione da seguire. In questi anni in cui è più difficile sapere chi siamo, e soprattutto, dove andiamo... anche un filo d'Arianna può essere utile.
Everybody needs directions in this life. Don't you think?
E stasera proverò a prendere il piccolo mostriciattolo per le orecchie. Utilizzando la miglior faccia di bronzo del mio repertorio.
Ma quando è per un amico, è tutto più facile.
Rimane solo una domanda: l'agognata consapevolezza del fatto che il Lodo Alfano sia anticostituzionale è solo il frutto di una coincidenza astrale o è un segnale del fatto che il coma cerebrale dell'Italia sia potenzialmente reversibile? Se la risposta corretta fosse la seconda , forse potrei evitare di sognarmi altrove...
Ho smesso di sorprendermi di quanto schifo possano fare le persone più di un anno fa, quindi questi mesi di silenzio non sono stati affatto sorprendenti. Anzi, volendo analizzarli sono stati piuttosto noiosi, banali, deludenti.
Qualche emozione. Tanti calci nelle palle. C'est la vie.
Sono ripartito da questa staticità, dal dolore. Dal fatto di non voler più rispondere "Una merda, grazie!" a quelle poche persone che mi hanno sinceramente chiesto "Come va?".
Intanto, molti di quelli che credevo "migliori" sono andati perduti per sempre.
Nella fattispecie, troviamo in classifica:
* - Quelli che se non li cerchi tu, sempre tu, solo tu...col cazzo che si fanno sentire! Gli stessi che mi
criticavano perchè "non chiedo mai aiuto". Ottimi quando han bisogno di qualcosa. Un pò meno se
sono a posto loro. La strategia del "a posto io, a posto tutti" è sempre di moda. In ascesa.
* - Quelli che ti fottono in tutti i modi, però lo fanno col sorriso, son gentili. Talmente gentili da farmi venir la
carie. Se gli fai notare che non è delicato fottere il prossimo, devi vedere come si incazzano. Punti sul
vivo? Mah! Però tra tutti sono i più divertenti, prevedibili e, proprio per questo, fottibili a loro volta.
* - Quelli che non ti dicono le cose se non li metti alle strette e poi fanno finta di essere mortificati. Per
questi vigliacchi ho un'adorazione tutta particolare. E so con certezza che una sequenza di boomerang
prima o poi, li colpirà. Eh sì. Magie del Karma.
Cancellati. Vaffanculo.
Così, sono ripartito dalla buca. Un piede in quella degli affetti, uno in quella degli amori mai nati. Piccoli aborti avvolti da una placenta di nostalgia ai quali non posso fare a meno di affezionarmi.
E ora, per l'ennesima volta, ho una vita nuova, una casa nuova, nuovi progetti e in più, tutto il pregresso da realizzare.
Sono andato in pezzi e mi sono ricostruito come un mostro gelatinoso di un B-Movie anni '80. Ora, vediamo quante cose riesco-posso fare prima della prossima morte. Perchè, come per tutte le cose, è solo questione di tempo.
L'indice di sopravvivenza tende sempre allo Zero, giorno dopo giorno, post dopo post.
Speriamo almeno di avere il tempo di finire qualche bambolina Voodoo.
...ricomincio a vomitare parole...
Seduto tranquillamente davanti a un monitor bianco mentre il Grande Demone Gatto se ne sta pacificamente svaccato sul divano. Il diabolico felino osserva con superiorità. Controlla e ispira.
E le parole ricominciano a scorrere.
L'Italia inizia a starmi veramente stretta. Nonostante la bellezza unica del territorio, è sempre più una nazione dove basta una divisa o una poltrona imbottita di rosso per trasformare un assassino a sangue freddo (o un farabutto della peggior specie) in un civile-delinquente-legalizzato. Qualcosa di assimilabile dalle masse. Qualcosa di digeribile anche se pesante.
E' normale finchè i frigoriferi sono pieni e il televisore al plasma da 40 pollici trasmette spazzatura digitale terrestre (o forse spaziale) direttamente nel cervello dell'Italiotto Medio. Nel frattempo i figli dello Stivale vengono mandati a morire a migliaia di chilometri di distanza. Lontani da fidanzate, mogli, amici e parenti e da un sogno chiamato Famiglia. Il tutto nel nome di una nuova Guerra Santa combattuta ancora una volta con armi e non con il dialogo. La curiosità e lo studio delle differenze non sono degne di considerazione..
Un Paese dove la frattura di un ossicino Papale scatena un'ondata di interesse da prima pagina mentre il mondo che collassa su se stesso viene relegato se va bene a un insignificante Post-it lasciato a penzolare sulla porta di servizio.
Dove l'adescare minorenni è simbolo di prestigio, ma solo in alcuni casi. Sono sicuro che se lo facessi io, diventerei in tempo zero un Nuovo Mostro per la gioia dei nostri Nuovi Giornalisti.
Una Repubblica Democratica, fondata sul Lavoro dove dimentichiamo in fretta chi siamo stati, chi siamo. E dove non riusciamo a vedere chi SAREMO.
Di una cosa sono certo. Siamo stati foto. Foto in bianco e nero di uomini, donne e bambini sporchi, con occhi e abiti troppo grandi che fuggono oltreoceano alla ricerca del sogno americano, di una vita migliore. Carnesangueossagesti. Occhi e mani, porcatroia.
Dove la libertà, quella vera, quella che si respira, non esiste più. E nemmeno l'umanità. Veleno compresso in fottute bombole di ossigeno.
Bad boys, bad boys - whatcha gonna do, whatcha gonna do when they come for you?
Io qui non respiro. Soffoco. E ancora non ho capito che cazzo voglio fare da grande.
Soprattutto con questo talento naturale per l'odio che mi ritrovo e che fa a pugni con una spiccata compassione per l'Essere Umano, ereditata chissà da chi.
Sono ben addestrato dalle persone di merda che ho incontrato e da ciò che mi circonda ma ho ancora un'identità ben definita.
Sono una cellula del cancro del mondo.
Più scavo nel pozzo della Follia e più mi sembra di esser vicino alla scoperta della mia Essenza.
Nel pozzo, la Luna è solo un Microscopico Puntino.
Scavascavascavascavascavascavascava. E ride.
Il Matto ride.
Troppe variabili. Troppe domande e nessuna certezza. Una passeggiata nella nebbia d'estate, piccoli ciechi passi verso una destinazione sempre più sconosciuta. Mi sono perso un'altra volta e temo che, quando tutto tornerà ad essere chiaro, non riconoscerò più il paesaggio.
Non che conti davvero, l'importante è muoversi. Potrebbe piacermi o forse no. Ma ho come l'impressione la quantità di porte che ogni giorno apro o chiudo, le svolte che prendo o le pause che faccio tra una scelta e l'altra, sia aumentata vertiginosamente.
Ogni giorno potenzialmente in cima al mondo, ogni giorno nella fossa più profonda.
Disturbo borderline di personalità?
Uhm. C'è chi sta peggio. Molto peggio
Un po' di ricordi...
Ночь, уже не выследит - следы запутал снег,
Слегка касается. Красавица, опять
Тебя оставил твой любимый человек,
И снова ты должна любовь свою распять.
И снова ты должна любовь свою...
Девушка Прасковья из Подмосковья
С грустью и тоскою снова одна.
Девушка Прасковья из Подмосковья
За-за-занавескою плачет у окна,
На-на-на...
На-на-на-на.
Ночь, Луны овал лица провалится, с небес
В окно уставится. Останется смотреть,
Что в твоём сердце всё же нет свободных мест,
И снова ты должна любовь свою стереть.
И снова ты должна любовь свою...
Девушка Прасковья из Подмосковья
С грустью и тоскою снова одна.
Девушка Прасковья из Подмосковья
За-за-занавескою плачет у окна,
На-на-на...
На-на-на-на.
Свет с утра запутается в шторах и цветах,
Которые ты забываешь поливать.
Тебя не радует весна и пенье птах,
Ведь снова ты должна любовь свою распять,
Ведь снова ты должна любовь свою...
Девушка Прасковья из Подмосковья
С грустью и тоскою снова одна.
Девушка Прасковья из Подмосковья
За-за-занавескою плачет у окна,
На-на-на...
На-на-на-на
Уматурман - Прасковья
Reminder: ricordarsi di diffidare e non concedere nessun tipo di energia a quelle persone che ti sbandierano in faccia forza e maturità attraverso i loro presunti traguardi raggiunti (!) e che invece si rivelano stabili come un castello di carte in un tornado.
In caso di dimenticanza o distrazione, tatuarsi il seme delle picche in posizione facilmente visibile in modo da ricordarselo ogni momento. Il polso o l'avambraccio andrà benissimo ma è estremamente importante che sia il più grosso e scuro possibile per contrastare ogni scusa autogenerata di miopia.
Mi tocca tornare a farmi segnare la pelle. Se continuo così, entro cinque anni entrerò nel Guinness dei primati.
Uomo più tatuato del pianeta? No, coglione più tatuato del pianeta.
E c'è una grossa differenza...
Ricordati di ricordare.
Ricordati di ricordare.
Ricordati di ricordare.
E' estremamente importante.
Ricordare.
"Che danno ci farà un sistema che ci stordisce di bisogni artificiali per farci dimenticare i bisogni reali?
Come si possono misurare le mutilazioni dell'anima umana?"
Eduardo Galeano
"Il Cyberpunk è una corrente letteraria e artistica nata nella prima metà degli anni ottanta nell'ambito della fantascienza, di cui è divenuto un sottogenere. Il nome si fa derivare da cibernetica e punk e fu originariamente coniato da Bruce Bethke come titolo per il suo racconto Cyberpunk, pubblicato nel 1983, anche se lo stile fu reso popolare ben prima della sua pubblicazione dal curatore editoriale Gardner Dozois. Il Cyberpunk tratta di scienze avanzate, come l'information technology e la cibernetica, accoppiate con un certo grado di ribellione o cambiamento radicale nell'ordine sociale.
Tra gli esponenti più noti vengono comunemente indicati William Gibson, per i racconti e romanzi fortemente innovativi e caratteristici dal punto di vista stilistico e delle tematiche, e Bruce Sterling, per l'elaborazione teorica. Bruce Sterling ha definito il cyberpunk come «l'integrazione del mondo high tech e della cultura pop, specialmente nel suo aspetto underground»."
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Detto questo, sto cercando altre sei mani che abbiamo serietà, motivazione, idee e attitudine al "gioco di squadra" per scrivere un romanzo cyberpunk partendo da un'idea per poi svilupparla insieme. La tendenza, in caso di risultato finale dignitoso, sarà quella di pubblicarlo in rete con licenza Creative Commons. In caso contrario, ci saremo divertiti e/o avremo fatto un interessante esperimento di brainstorming.
Piccola precisazione: perditempo, amanti della "k", e aspiranti assassini della lingua italiana non verranno presi in considerazione.
Particolarmente benvenuti gli amanti della Storia.
In fondo, parte tutto da lì.
Continuo a nutrirmi di scatolette. Dormo sul divano anche la notte. Gioco con tutti gli oggetti che ho in casa. Se mi si gratta la nuca emetto dei ron-ron soddisfatti.
Per fortuna non ho ancora iniziato a cagare sul tappeto.
Merda.
Il dolore è bello. Quando sai che finirà.

Attila, il piccolo mostro rosso, dorme il sonno del giusto. Ora che questa specie di Gatto con gli Stivali è arrivata a casa dello Zero, molte cose sono cambiate. Poco importa che come prima cosa abbia deciso di battezzare le ciabatte come lettiera portatile e che ne combini una dietro l'altra... gli basta un miagolio e un ron-ron sornione e compiaciuto per farsi perdonare tutto.
Noi umani siamo sempre destinati a perdere la battaglia della rabbia con queste tigri in miniatura. Piccoli musi sempre seri, anche quando mettono a segno una sequenza di cazzate impressionanti. Una dietro l'altra, senza tregua.
Ma, cosa più importante, posso ricominciare a vivere una simbiosi autentica. Lui dipende da me.
E io da lui. Più di quanto non voglia ammettere.
Il tempo passato nella Città Eterna è sempre prezioso. In questi pochi giorni romani ho respirato per l'ennesima volta l'essenza del Tempo e le sue mille densità.
La sua storia. Millenni. Le sue istantanee senza tempo. L'Italia.
Gli amici cari. Decine di anni di conoscenze che si accumulano e non crollano mai. Anzi, solidificano. Granitiche.
Incontri di qualche ora con persone nuove. A volte di pochi minuti. Idee sempre nuove, nuovi soggetti di studio.
Una miriade di istanti, millisecondi. E ognuno di questi frammenti d'orologio racchiude in sè una piccola perla, una risposta che cercavo da trent'anni.
Ora tutto è più chiaro. E so esattamente cosa fare.
L'automutilazione, per quanto contro natura, è un'operazione che, a volte, va eseguita. E senza troppe esitazioni.
Punto.