The quieter you become, the more you are able to hear...
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Più di *loading* neuroni bruciati
Volevo ringraziare il tizio (o la tizia) che mi ha fatto saltare lo specchietto della macchina sfoggiando le sua abilità di guida... forse dovrebbe andare in giro in bici... mi preoccuperei personalmente di levargli il sellino.
Volevo ringraziare il collega che si preoccupa di stilare i turni settimanali che mi ha messo al primo turno del mattino (forse per il fatto che devo espiare la colpa di essermi assentato per ben una settimana di ferie che non riesco mai a fare, quando lui durante il turno di notte dorme pacifico, sdraiato sulla scrivania) ed è riuscito così ad assicurarmi cinque giorni di sveglie in puro stile panettiere milanese.
Volevo ringraziare il tizio che ieri nella mia via ha deciso di non dare la precedenza a quelli che venivano nel senso opposto, scassando la sua Fiat Uno e bloccandomi nel traffico per un'ora nonostante fossi a 200 metri da casa ma senza nessuna strada alternativa da prendere.
A tutti loro (e ci sarebbe anche qualcun altro ma non ho voglia di sbattermi troppo) un caloroso ed appassionato
*VAFFANCULO*
Bentornato, bentornato, bentornato in Italy
Finalmente una buona notizia... non ci speravo quasi più e invece sabato sarò a Mosca ... inutile dire che sono emozionato come i ragazzini il giorno prima della gita, a fatica riesco a dormire e tutti i miei pensieri sono rivolti ad Est. La valigia è lì, pronta per essere riempita di abiti pesanti, di ricordi da conservare e di sogni da realizzare. Sicuramente mi scorderò qualcosa, sicuramente porterò qualcosa che non potrò usare... e sicuramente saranno giorni indimenticabili.
Voglio confondermi in mezzo alla gente, senza dare l'impressione del turista italiano, sempre alla ricerca di una pizzeria e di un negozietto di cianfrusaglie un po' kitsch da portare agli amici per potersi vantare di essere stato in ferie... voglio vivere come un normale ragazzo moscovita e sono sicuro che Lei mi aiuterà...
Mi accorgo che, nonostante tutte le mie lamentele, sono un ragazzo fortunato. E mi faccio i complimenti perchè, per tanti versi, la fortuna me la sono creata da solo.
...o perlomeno non ancora, ma datemi una settimana e inizierò a parlottare, piccoli passi verso un mondo al quale - non chiedetemi perchè - sono sempre stato legato. Il russo è una lingua fantastica, affascinante. Superato lo scoglio dell'alfabeto cirillico (che, tra l'altro, è troppo bello), diventa quasi un gioco, un vero divertimento, sonorità inusuali ma con una musicalità paragonabile al canto delle sirene. Ammaliante....
Я ТЕБЯ ЛЮБЛЮ! - lo sai vero? Vediamo cosa ha in serbo il futuro per noi... anche se ho paura. Una paura fottuta.
Qualcosa non va, non c'è niente da fare.
Un viaggio che è sempre li sull'orlo del precipizio, condizionato dalle incomprensioni e dai dubbi, la presunzione di alcune persone di essere sempre nel giusto nonostante certe uscite veramente infelici, una casa da mettere a posto per l'inizio dell'anno nuovo senza una situazione economica che lo permetta... uhm... si, qualcosa decisamente non va.
E allora c'e' sempre il lavoro per tenersi a galla, quel lavoro tanto odiato/amato -perche' si sa, amore e odio vanno di pari passo- che mi permette di (soprav)vivere ma senza aspirare a niente di più, una specie di tacita accondiscendenza alla mediocrità che impone la metropoli: viviamo in un'era in cui la massima aspirazione di essere individui "unici" è quella di avere il telefonino all'ultimo grido con la suoneria diversa da quella del tipo che abbiamo di fianco. Siamo tutti fatti con lo stampino, matricole, numeri, codici a barre, senza volontà di distinguerci l'uno dall'altro.
Centomila modi di comunicare ma nessuno che voglia davvero ascoltarti senza mettere le proprie esigenze in Pole Position.... e allora il vero e unico viaggio possibile non è più una fuga verso altri luoghi, ma solo una condizione mentale fatto di meditazione solitaria e di libri che tardano ad arrivare.
Ultimi acquisti che ancora devono essere inseriti nella biblioteca che sto imparando ad amare più di quanto mi sarei mai aspettato:
-Pelevin, Viktor - Il mignolo di Buddha
-Pelevin, Viktor - Un problema di lupi mannari nella Russia centrale
-Palahniuk, Chuck - Ninna nanna
-Palahniuk, Chuck - Diary
A tempo debito proverò a farne le recensioni... è un modo come un'altro per non affondare.
Uffffff sono qui già da un'ora e rimpiango il mio letto, il materasso confortevole, il cuscino che mi ci tufferei dentro e le calde e accoglienti coperte e trapunte. Sbadiglio e mi vengono le lacrime agli occhi. Ho cercato di svegliarmi leggendo le ultime notizie (il giallo di Arafat, i soliti marines trucidati a Falluja e il triplice omicidio di camorra a Napoli) ma rinnegando quanto il mondo faccia schifo, mi sono concentrato sull'articolo riguardante il vino di quest'anno. Ora so che se leggerò "2004" su una bottiglia colma dell'adorato nettare degli Dei, potrò prendermela col sorriso sul viso. Non che cambi qualcosa, le notizie di oggi restano uno schifo, tuttavia posso pensare a un futuro alcolico roseo. Anzi, rosso!
Tanto gli Dei se ne fregano di quello che accade sulla Terra... o forse ci hanno dato il vino perchè potessimo fregarcene anche noi? In vinum veritas...
...è quello di darti stabilità quando tutto attorno a te crolla.
E' un concetto talmente grande da essere quasi impossibile scriverne in maniera razionale, sono fratelli e sorelle nati in un'altra famiglia ma che non per questo ti amano di meno. Questi amici che incrociamo nella nostra vita, le cui vite si intrecciano con la nostra e che a volte si allontanano per poi ricongiungersi più avanti... quegli amici i cui "fili" non si intrecciano più ma che comunque corrono paralleli a noi ma di cui hai la certezza che, se mai dovessi rincontrarli, sarà esattamente come se li avessi visti 5 minuti prima.
A voi, e a voi soltanto va il mio pensiero oggi. Grazie di esistere. E scusatemi per tutte quelle volte in cui mi sono comportato come il solito bambino, testardo, arrogante e indisponente.
- Now the night of the fight, you may fell a slight sting, that's pride fuckin' wit ya. Fuck pride! Pride only hurts, it never helps. Fight through that shit. 'Cause a year from now, when you're kickin' it in the Caribbean you're gonna say, "Marsellus Wallace was right." -
Marsellus Wallace - Pulp Fiction
Dall'ultima volta che ho scritto sono passati dieci giorni... preoccupante! Dieci giorni intrisi fino al midollo di scleri, pressioni e casini vari ma per fortuna tutto passa. E' come ritrovarsi di botto in una tempesta mentre stai navigando, aspettare sottocoperta ed uscire a rivedere il sole dopo che la natura ha sfogato la sua forza, con un'amore per la vita completamente rinnovato, il sorriso finalmente rilassato sul viso, "anche questa e' passata..."
E bisogna anche riorganizzarsi, trovare impegni, tenere la mente e le braccia vive anche quando fa male, anche quando ti senti stanco e pensi che vorresti stare per un po' sulla terraferma, in un porto sicuro...
Ma niente può soffocare la mia natura di viaggiatore, alla ricerca di non so cosa... o forse si'? Fatto sta che mi hai chiesto se non posso accontentarmi. La risposta è, no non potevo, non posso e non potrei mai. Non è scritto nel mio Dna.