Gone with the flow - RegoleZero
Time is running out...
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Più di *loading* neuroni bruciati
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Aiuto. Aiuto. Aiuto.
Non voglio pensare a niente. Annullare tutto. Rinascere in un altro mondo.
I dolori post-partita non si presentano piu'. La resistenza fisica è aumentata come pure è aumentata la lucidità nei momenti importanti. Tiro e senso della posizione. Divertimento ed emozioni.
E' così strano riscoprire il fascino dello sport e del gioco alla mia età. Da bambino, due infortuni hanno minato la mia volontà di continuare ad allenarmi con i miei compagni e la paura del dolore ha fatto il resto. Così, dopo aver chiuso i contatti con tutto ciò che è squadra, mi sono concentrato sullo sport individuale, portando a casa anche qualche successo importante ma perdendo molto sul piano sociale.
E ora, tanti anni dopo, riscopro con piacere tutti i rituali del calcio. Calcio a cinque questa volta, ma il risultato finale non cambia. Torno ad essere bambino. E non ho piu' paura di farmi male.
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Il botta e risposta finale è semplicemente EPICO!
Ti svegli nel cuore della notte, sudato, talmente sudato da scambiare il letto per un acquario. Il ronzio del ventilatore è solo la testimonianza udibile della sua inutilità. Arranca. E tu con lui.
Vorresti dormire, gli occhi fanno male e alle sei devi essere in piedi... lo sai già. Quando c'è il mercato è praticamente impossibile trovare un parcheggio a meno che non arrivi presto. Molto presto. Prima ancora delle massaie milanesi che la mattina presto non hanno un cazzo di meglio da fare che andare ad aspettare gli ambulanti ancora PRIMA che arrivino.
Steso in quella sacca umida, quella specie di placenta matrimoniale che è diventata il tuo letto, pensi ai progetti del weekend che molto probabilmente non realizzerai. E tutto slitterà di una settimana, tutti i momenti felici rimandati di un'altra, fottuta, schifosissima settimana. Schifato, ti riaddormenti, lanciando maledizioni e anatemi in assiro-babilonese antico. Ma contro chi? Te stesso? Il mondo moderno? Le persone che credono che tu sia una persona felice e che per te tutto sia facile?
Un altro giorno così, un'altra notte così. Il futuro mi muore davanti agli occhi prima che riesca ad afferrarlo. Domani provo con l'arpione.
Mai come in questi giorni, il tempo mi sfugge dalle mani... come una clessidra rotta che fa sabbia da tutte le parti, non faccio in tempo a svegliarmi, a mettermi all'opera, che la giornata volge al termine senza che sia riuscito a raggiungere i miei obiettivi...
Ventiquattro ore non mi bastano piu'. Soprattutto se ne passo piu' di dodici sul posto di lavoro. Esortato ad avere una vita sociale, la rifiuto... e c'e' di piu': questa specie di isolamento mi dà un certo, perverso piacere. Il piacere di sapere che so esattamente per chi e per cosa vale la pena lottare. Non intendo sprecare le mie preziose briciole di tempo in ciò che non è necessario o con persone che non lo meritano.
Troppo presuntuoso? Si, forse.
O forse no. Forse mi sono solo rotto i coglioni della mediocrità che mi circonda e resto imprigionato nel sogno di elevarmi. Un gradino piu' su.
All around me are familiar faces
Worn out places
Worn out faces
Bright and early for the daily races
Going no where
Going no where
Their tears are filling up their glasses
No expression
No expression
Hide my head I wanna drown my sorrow
No tomorrow
No tomorrow
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles its a very very
Mad world
Mad world
Children waiting for the day they feel good
Happy birthday
Happy birthday
And I feel the way that every child should
Sit and listen
Sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me
No one knew me
Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me
Look right through me
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles its a very very
Mad world
Mad world
Enlarging your world
Mad world
Gary Jules - Mad World ("Donnie Darko" Original SoundTrack)
"Quello che non vorrei mai, non è tanto dover rinunciare a certe cose; è non aver lottato abbastanza per tenermele."
Condivido. E lotterò ancora.
E ancora...
E ancora......
A parte il fatto che zoppico (non troppo vistosamente ma zoppico...) la partita è stata... come dire? Un Amarcord di Istanbul. Insomma, peggio di così non poteva andare!
Meno male che è venerdì... e che ho ancora le forze sufficienti per strisciare verso la macchinetta del caffè...
Parastinchi pronti. Tacchetti in perfette condizioni. Ginocchio quasi a posto.
Il bello delle partite di calcetto aziendali è che tutto rimane li' sul campo da gioco... Chi ha visto "Mean Machine", sa cosa intendo...
Appuntamento a domani mattina per il conteggio dei feriti!
Una cosa è certa. Prenderei volentieri il povero Yorick a calci nel culo... anzi, userei il teschietto per palleggiare. Maradona ci riusciva con le arance e mi pareva moooolto piu' difficile...
La partita di ieri sera è andata bene... ma i pensieri sono rivolti a tutt'altre cose. Fare, non fare, dire, non dire. Aspettare? Agire? Cosa è giusto e cosa no? E dov'è che finisce la mia libertà e inizia quella degli altri?
"alas, poor Yorick. i knew him, Horatio; a fellow of infinite jest, of
most excellent fancy; he hath borne me on his back a thousand times;
and now, how abhorred in my imagination it is!"
William Shakespeare - Hamlet (Act III, Scene I)
Se è vero che l'equilibrio stabile è utopistico, bisogna anche saper riconoscere quei momenti in cui tutto sembra perfetto. E ieri, per pochi attimi - tanto rari quanto preziosi - abbiamo passeggiato su quella linea. Non ci siamo andati accanto, non abbiamo seguito una linea parallela. Siamo stati proprio li', perfettamente sovrapposti, perfettamente allineati. Entità senza maschere che scavano dentro se stessi. Metà angeli, metà demoni... ma in fondo cosa importa?
E oggi, dal profondo, la giornata ha una prospettiva diversa. Puo' una luce differente portarti a vedere il mondo in maniera differente, senza quel senso di solitudine che, strisciante, fa compagnia all'essere umano? L'unica cosa che so è che ieri ho passato dei momenti di "Quasi Vita". E oggi, quasi sorrido.
Centoquarantatre euro pagati. Verranno utilizzati probabilmente in interventi pubblici di dubbia utilità o per gonfiare il portafoglio di qualcuno. Cio' va a peggiorare i miei già pessimi rapporti con la Municipale e va a rubarmi mezza giornata di lavoro che dovrò prendere di permesso per andare a fare causa all'ufficio Avvocatura del Comune.
Detesto la burocrazia. Il buon senso è praticamente inutile, devi solo tirar fuori le unghie e la tutta la scaltrezza disponibile per evitare di farti fregare. Perchè non ho studiato Legge? Sarei stato il paladino degli oppressi, una specie di Robin Hood con la ventiquattrore...
Intanto, vaneggiamenti da pazzo a parte, arrivare alla fine del mese diventa sempre piu' difficile...
Non è stato facile alzarsi stamattina, sapendo di aver lasciato nel letto l'entusiasmo necessario per affrontare la giornata e la settimana. Non è stato nemmeno facile evitare di bestemmiare a raffica dopo aver letto le varie email di lavoro... l'unica cosa facile è stata trovare subito un parcheggio nelle immediate vicinanze della ditta, ma penso che questo dipenda dal fatto che alle sette meno cinque ero già in ufficio mentre la maggior parte della popolazione era ancora a casa a cercare un valido motivo per uscire dalla porta e ricominciare il solito ciclo produttivo.
Ripenso all'ipocrisia di certe persone e mi viene da vomitare. Allaccio gli scarponi. Oggi la salita sarà veramente molto dura... forse è il caso di concentrarsi su un pensiero positivo e sbattersene di tutto il resto.
La situazione peggiora... e tutto per colpa delle Gocciole ExtraDark. Sto SERIAMENTE pensando di rasarmi il cranio stasera, andare in aereoporto e partire. Destinazione: Tibet. Terzo monastero a destra.
MAI (e dico MAI) abbuffarsi di Gocciole ExtraDark. Io l'ho fatto ieri sera e stamattina ne sto pagando le conseguenze...
La giornata volge al termine. E' incredibile quante ore passiamo sul posto di lavoro a dannarci e a cercare di risolvere casini su casini, ma per oggi ho dato tutto e posso lasciarmi andare ai miei vaneggiamenti.
A differenza del resto dell'Europa, siamo quelli che fanno del posto di lavoro una specie di seconda casa. La occupiamo, semplicemente, ma non produciamo -ad esempio- di piu' dei nostri cugini d'oltralpe che una volta finite le otto ore.. puff! svaniscono in una nuveletta di fumo. Noi no. Noi conduciamo una vita parallela a quella domestica, a volte una fuga da quest'ultima. E così, mentre passeggio verso la macchina (parcheggiata lontano, lontanissimo dato che la mattina trovare un posto dove lasciarla è praticamente impossibile) trovo coppie clandestine che sembrano avere il timbro della ditta per cui lavorano stampato sulla fronte... persone che in quanto a doppia vita potrebbero insegnare qualcosa ai signori Batman, Spiderman, Flash e tutti i supereroi della Marvel. Vedo persone che incrocio praticamente tutti i giorni senza sapere niente di loro... il top è il Pattinatore. Con il suo stereo che spara Baglioni ad altissimo volume si aggira per queste vie a velocità Warp: nutro un'assoluta simpatia per la sua incuranza verso il mondo. D'altronde cosa può fregargliene di noi miseri pedoni quando può viaggiare sulle onde di Amore bello? Noi per lui siamo ostacoli da raggirare, nient'altro. Forse dovrei seguire il suo esempio.
Italiani, brava gente.
Devo fare del moto. Assolutamente. Se non sfogo un po' di tensione scoppio. Stasera iniziero' col correre come un matto attorno al mio palazzo... domani si vedrà. Lo scopo finale è quello di arrivare davanti al letto e svenirci sopra in tempo zero. Si accettano scommesse sul numero di giri che verranno effettuati da questo atleta improvvisato... l'unico imprevisto sarebbe quello di incrociare degli amici al bar all'angolo e convertire la serata podistica in una di sollevamento bottiglie...
SPADA = 35;
antica: fastidi passeggeri, 72; sguainata: questioni economiche da risolvere, 52; tagliente: speranze effimere, 74; insanguinata: eccessi di malinconia, 33; portarla: freddezza e indifferenza, 60; usarla in duello: azioni sbagliate, 45.
Tipico esempio di personalità con disturbi...
Anche stanotte sono morto... e come ogni mattina sono rinato.
Deliri notturni, sogni che mi fanno capire che qualcosa non va, tutti di una violenza inaudita. Meno male che la mia psicologa verrà presto a trovarmi per cercare di rimettermi a posto... e qualcosa mi fa intuire che non sarà facile per lei. Avrà a che fare con spade samurai, mostri che sembrano usciti dall'ultimo Resident Evil, rapine a mano armata, fughe di mezzanotte in mondi cyberpunk, scenari apocalittici. Il dedalo della mente mi stupisce ogni giorno di piu'.
Poi, la luce del giorno che si fa strada dagli spiragli delle persiane... la vita normale che ricomincia e che fortunatamente so ancora distinguere da quella onirica. Anche se a volte, la realtà mi fa piu' paura di tutti quei macelli che mi si parano davanti nel bel mezzo della fase R.E.M.
Se fossi uno sceneggiatore potrei incanalare tutte queste situazioni in uno storyboard da urlo. Purtroppo, non lo sono.
Due gocce di pioggia e subito il traffico si blocca per un raggio di 20 chilometri. Malinconia. Crisi economica (e che crisi, dato che sono costretto a vendere la moto per ridare ossigeno alle finanze). Lavoro incerto. Frigo vuoto. Opportunisti da mandare affanculo. Cerco di risollevare le sorti di questa giornata che sembra essere destinata a peggiorare con un po' di sano ottimismo ma non riesco a trovarne. Ma ci vuole ben altro per mettermi ko.
Ci vorrebbe qualche bella novità. Anzi, a dire il vero ne basterebbe una. Una soltanto.