Gone with the flow - RegoleZero
Time is running out...
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Più di *loading* neuroni bruciati
Mi tocca correre per andare a sistemare un casino che ho combinato... mai una volta che il venerdì scorra via serenamente, che due coglioni...
*Aggiornamento - Dopo un'ora di telefonate, preghiere in ginocchio sui ceci e testa cosparsa di cenere, il problema è risolto...*
Vorrei avere una risposta a tutte le domande. Vorrei essere capace di regalare serenità e gioia a coloro che non ne hanno. Vorrei riuscire a far ridere i bambini e a fermare le lacrime delle donne. Vorrei poter capire, imparare ed insegnare nello stesso tempo. Vorrei essere in grado di volare, cadere ed essere sempre capace di rialzarmi come se niente fosse. Vorrei parlare tutte le lingue del mondo. Vorrei essere capace di portare giustizia ma anche compassione. Vorrei saper scrivere, disegnare e suonare come un vero artista. Vorrei giocare una finale dei mondiali davanti a centomila persone, poterle incontrare tutte una per una e sentire le loro storie e le loro esperienze. Vorrei essere invisibile ma sempre presente.
Vorrei essere ancora capace di amare.
Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei
P.S. E se avanzasse un desiderio, vorrei che il Bambino Kinder tornasse ad essere quello di una volta, e non quell'inguardabile piccolo, falso fighetto che sta invadendo l'Europa!
Considerazione dell'ultimo minuto: il casino che va via via accumulandosi in casa mia, è direttamente proporzionale a quello che ho nel cervello. Tenendo conto che ho stipato piatti e stoviglie in cucina, che la sala è tutta a soqquadro, la camera sembra un deposito di stracci e il bagno necessiterebbe di una passata di anticalcare da cima a fondo... è facile capire quanto siano a disagio i miei pochi neuroni...
Oggi giornata ufficiale dell'ordine, la serata sarà dedicata a quello. Speriamo che il citofono e il campanello non suonino troppo....
Un'altra notte praticamente insonne, trascorsa piacevolmente tra riflessioni, calcio, ganja, vodka e tanta tanta musica. Ospiti che vanno e vengono agli orari più insoliti, risate e bisbigli, parole e suoni che riempiono quel piccolo (ma a volte immenso) appartamento mentre fuori tutto tace. Per la gioia dei miei vicini. Tra loro, quelli che si addormentano presto e hanno il sonno pesante, probabilmente sono vagamente consapevoli che io viva lì. Quelli che soffrono d'insonnia, probabilmente cercano qualcosa di mio per farne una bambola voodoo...
Mi chiedo se le tre attempate signore con condividono con me un'intera parete, siano sorde oppure molto tolleranti. Forse dovrei chiederglielo.
-"Scusi signora ma la notte, secondo lei, faccio troppo rumore?"
-"Cooooosa? Ha visto un rospo gay che andava sul trattore?"
-"Come non detto..."
C'è una serie di eventi strani legati al mio cellulare che inizia a prendere una piega inquietante: è da una settimana che mi basta pensare o parlare di qualcuno per ricevere un messaggio o una telefonata dall'oggetto dei miei pensieri. Tre volte in una sera è una coincidenza. Sei giorni di fila per tutte le chiamate in arrivo inizia a diventare un caso veramente atipico.
E subito scattano le domande. Che il mio inconscio stia mandando richieste d'aiuto che vengono colte da un recettore situato nell'ipofisi dei miei amici, quasi fosse un richiamo animale? Che stia sviluppando facoltà telepatiche, favorite da una congiunzione astrale che si presenta una volta ogni mille anni? Che i miei veri genitori siano degli alieni, costretti tempo fa ad abbandonarmi su questo pianeta a causa di un'avaria della loro astronave?
Questo io sinceramente non lo so. Ma so che sto pensando INTENSAMENTE ad Angelina Jolie e quella stronza nemmeno mi ha mandato un sms...
Forse, (e il condizionale è d'obbligo) ho trovato la mia strada. Forse, mi costruirò la mia chance per sfuggire alla mediocrità e alla poca ambizione che mi circonda. Qualcosa che posso fare con dedizione e la certezza di riuscire a sfruttare quei talenti che fino ad oggi sono stati ben poco utilizzati.
Il solo pensiero mi mette le ali ai piedi e ho già preso la rincorsa... sperando di non cadere. D'altronde, come scrisse Sepùlveda, "Vola solo chi osa farlo"....
Ieri, durante una piacevole conversazione con un'amica durante la quale abbiamo confrontato le esperienze presenti e passate, mi sono accorto del potere devastante che hanno i genitori su di noi. La maggior parte dei problemi comportamentali che ci portiamo dietro e che non riusciamo a risolvere nemmeno in età adulta, spesso derivano da loro, che ci dirigono sui binari di quello che saremo. Serve molto carattere o molta pazzia per deragliare da questo percorso che hanno tracciato con il loro stampo, sono loro a darci le direttive per affrontare la vita.
Tendenzialmente, siamo tutti una copia migliore di coloro che ci hanno generato. Ci ricordiamo sempre gli episodi più brutti nei quali si sono imposti su di noi, annullandoci, e a volte, siamo capaci di odiarli ancora dopo anni e anni. Pensiamo: "Quando avrò un figlio, non dovrà passare quello che ho passato io" oppure "Io sarò diverso" o "Non capiterà mai con me". Decisamente più facile a dirsi che a farsi. Facile scambiare il dialogo che si vorrebbe avere con loro con l'imposizione. Facile scambiare la libertà col menefreghismo e, vista dall'angolo contrario, è facile scambiare l'educazione con la violenza fisica e mentale. Facile ottenere effetti completamente opposti a quelli desiderati.
Ho processato i miei genitori più volte nell'ultimo periodo... non sono esenti da colpe nonostante abbiano fatto un lavoro discreto. Noto che hanno ancora la capacità di riuscire a farmi piangere dalla frustrazione o deludermi talmente tanto da lasciarmi senza parole per settimane. Riescono a farmi perdere la fiducia in loro rendendomi così ancora più solo e diffidente nei confronti di tutto il mondo. Di chi puoi fidarti veramente nella vita se non puoi fidarti dei tuoi genitori?
Eppure, ogni volta mi rialzo. Ogni volta penso che mi amano. Magari nel modo sbagliato e non hanno trovato un modo per dimostrarlo, ma mi vogliono bene. Li capisco un pò di più, capisco quanto è difficile il loro mestiere, quanti sacrifici hanno fatto per me. E, a qualche modo, li perdòno. Un pò come facevano loro quando combinavo qualche immenso disastro. Quando ero un bambino difficile. O un ragazzino molto stupido (e so di esserlo stato).
Il meccanismo si è invertito. Ora, mentalmente parlando, sono pronto per diventare padre e genitore a mia volta. Con l'eredità migliore che i miei mi hanno lasciato. I Valori.
Grazie papà. Grazie mamma.
...non ho niente di particolare da segnalare. A parte il fatto che per ogni problema risolto, mi ritrovo a doverne affrontare altri tre in rapida sequenza, manco fossi un eroe greco-romano alle prese con mostri mitologici dalle infinite teste... e tutto questo già a partire dalle otto del mattino.
Vaffanculo.
(Non sarà un linguaggio da paladino, ma sicuramente è la parola più soft che ho per esprimere il mio disappunto. Meno male che è giovedì...)
Ho ripreso ad utilizzare l'organizer. Troppe cose da fare e scarsa attitudine nel ricordarsi le cose... questo è un grosso problema da risolvere e l'unico modo per provare a darci un taglio, è scrivere.
Scrivere, scrivere, scrivere. Mi è sempre stato consigliato ma non l'ho mai fatto con serietà e mi odio per questo. Ora mi accorgo che rimandare sta diventando un'abitudine che può portare a gravi conseguenze e le scusanti che mi son sempre dato non sono valide. Stanchezza, memoria volatile, pigrizia non possono essere giustificate. I cassetti della mente vanno riorganizzati
Speriamo di riuscirci.
Fino ad oggi, si era scherzato, almeno lavorativamente parlando. Ora capisco che l'incarico nel quale mi sono infilato a capofitto è davvero rilevante, soprattutto se ci metto un approccio propositivo che mi viene naturale. Migliorare. Sempre e comunque.
Forse stavolta avrò voce, capacità di cambiare le cose. E' solo un dettaglio, anche perchè non vivo per lavorare ma lavoro per vivere. Tuttavia... riuscire a smuovere un elefante anche solo di un millimetro, può dare coscienza di una forza che prima non si credeva neppure di avere. E la si può applicare nella vita di tutti i giorni.
C'è da dire che senza il mantra insegnatomi da una pazza amica -"Sono sereno, per davvero"- oggi probabilmente sarei svenuto. Provatelo anche voi se siete tesi. Ripetetelo ad oltranza finchè i nervi non si placano.
Funziona! E se non funziona, mi dispiace ma... non l'ho mica inventato io! Però avrete preso parte a una mantra-sperimentazione in qualità di cavie...
P.S. Oggi esce il libro nuovo di Palahniuk... e guarda caso... come si intitola?
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Va bene tutto, ma che tu possa dichiarare che è stato un grande successo mi sembra un tantino esagerato... è ovvio che i "Main event" (Benigni, Proietti, Aldo Giovanni & Giacomo) abbiano registrato il tutto esaurito nonostante il diluvio, ma gli eventi minori? Quelli interessanti, quelli più strettamente culturali, quelli "di nicchia", come sono andati? Perchè di quelli non si è parlato? Mah...
A parte l'acqua costante, a parte l' aver subito un tentativo di avvelenamento e aver dovuto anticipare il viaggio di ritorno causa sovraffollamento dei treni, la gita a Roma è stata fantastica come sempre. Ottima la compagnia, lo scenario e il senso di libertà che ho respirato in questi giorni. Ma, più che La Notte Bianca, ricorderò la serata precedente a San Lorenzo... dove riscoprirsi italiano è stata una piacevole emozione che non provavo da tempo. Nessun odio territoriale, nessun preconcetto, nessuna differenza. Solo un gruppo di ragazzi che si mischiano, si confrontano e si raccontano tra risate e qualche birra. L'unico neo in questa festa tricolore ce l'ha regalato un agente di Polizia in borghese, intimando il silenzio a un poeta improvvisato che, decantando i suoi versi, aveva raccolto l'attenzione e gli applausi di questo variopinto pubblico. Ecco dove vanno a finire i soldi dei contribuenti: due volanti e qualche agente in giacca di pelle a controllare non si sa cosa...
Probabilmente, che Nord, Centro e Sud non diventino troppo amici, e che non ci si diverta troppo insieme. Grazie per la collaborazione.
E' una domanda che ricorre spesso, specialmente nell'ultimo periodo: "Che farò da grande?"
Ancora non ho una risposta. Ma la domanda ne scatena tante altre. Dopotutto, ogni individuo dovrebbe seguire la propria naturale inclinazione e far fruttare i suoi talenti, le sue abilità, no? Il problema è che non penso di avere molte frecce "di qualità" al mio arco... e più ci penso, più impazzisco.
Osare. Ma come?
Scappo. Scappo da tutto questo delirio, da questo piattume strisciante che mi circonda. Scappo da questa frustrazione, dalla prospettiva di due giorni chiuso in casa, delle solite cazzate di cui posso fare volentieri a meno. Scappo dalla morte cerebrale, anche solo per un weekend. Speriamo di non prendere le zecche sui fantastici convogli TrenItalia.
Destinazione Roma.
Oggi ho scoperto a mie spese che, per imparare a volare, in teoria dovrei prima imparare a strisciare. Il problema è che... attualmente cammino! Che fare? Probabilmente me ne fregherò delle regole e farò a modo mio... oppure cercherò di dimostrare che, anche senza chinarsi ai piedi dei potenti, è possibile ottenere risultati eccezionali. Ma sempre nel rispetto degli altri.
"Combattere e vincere cento battaglie non è prova di suprema eccellenza; la suprema bravura consiste nel piegare la resistenza del nemico senza combattere" - Sun Tzu - L'arte della guerra
Prima sezione - Attendi pazientemente che il semaforo diventi verde. Ecco che scatta! Un attimo di indecisione del primo e subito dalla terza posizione scattano vari colpi isterici di clacson da parte del tizio che hai un paio di posti piu' avanti. Arrivi al semaforo successivo e la vittima dello strombazzamento decide di rifarsi su di te, scambiandoti per il suo aguzzino, affiancandoti e rompendoti i coglioni.
Vedendola negativamente, la tua serenità è stata rovinata e hai avuto da discutere. Vedendola positivamente, il tizio poteva anche scendere (dopo che l'hai ricacciato a male parole nel buco nero dal quale sicuramente proviene dato che accusa la gente senza nemmeno sapere CHI è stato veramente) e saresti sceso anche tu per praticargli una lobotomia nel bel mezzo di un viale a due corsie. Probabilmente ti avrebbe gonfiato la faccia. Ma non è andata così.
Seconda sezione - Stai ancora gioendo per il secondo gol della tua squadra quando ad un certo punto senti un rumoraccio e accusi un forte bruciore alla testa... dovuto a una bottiglia mezza piena (o mezza vuota) che ti è piombata sul cranio dal terzo anello.
Vedendola negativamente, hai un bernoccolo in più del quale avresti fatto volentieri a meno. Vedendola positivamente, le conseguenze potevano essere ben più gravi e il tizio (prontamente individuato e già ricercato per atti simili a questo) dovrà evitare di farsi vedere in giro per un pò, dato che c'è una taglia sulla sua testa.
Terza sezione - Sei nel traffico. La macchina davanti a te, decide di punto in bianco che la coda è troppo lunga ed è meglio fare una inversione a "U". Inserisce la retro e si spalma sul tuo paraurti con decisione.
Vedendola negativamente, sei dovuto scendere dalla macchina per constatare i danni, hai completamente bloccato una strada per qualche minuto e hai scatenato l'isteria generale. Vedendola positivamente, il tuo catorcino non s'è nemmeno graffiato... la sua macchinetta invece....
Tutto questo in poche ore. Evito di descrivere una moltitudine di eventi minori ma non per questo meno esilaranti.
Dipende dai punti di vista ma voglio vederla come una giornata fortunata...
Un tale sta pazientemente aspettando in coda alla cassa del supermercato quando nota una bella gnocca bionda e formosa nella coda a fianco. Lei lo guarda, gli sorride e lo saluta. Il tipo si guarda in giro e si chiede (ma sta salutando me? da dove cazzo spunta questa? Eppure devo averla già vista da qualche parte...). Poco dopo, quando le è più vicino, attacca bottone:
"Mi scusi, signora, ci conosciamo?"
"Oh, altrochè se ci conosciamo. Non faccia lo gnorri. Lei è il padre di uno dei miei bambini........"
Il tipo comincia a sudare, a quel punto della sua vita era felicemente sposato, con tre figli, e che venga una sconosciuta a dirgli questo... ma poi all'improvviso gli compare un'immagine per anni sepolta nella memoria. Sì,....... l'unica volta in vita sua che aveva tradito sua moglie. Imbarazzatissimo, si rivolge alla donna:
"No, non ci posso credere, sei quella splendida bionda che fece lo strip-tease alla festa che mi organizzarono gli amici anni fa? Ma sì, quella che dopo ho disteso sul tavolo da biliardo e me la sono fatta in tutti i modi e posizioni possibili, davanti a tutti gli amici che mi incitavano eccitati.... Mio dio, che notte fu quella! Santo cielo, ma sei proprio tu?"
"NO ! Sono la professoressa di italiano di suo figlio...."
L'ufficio ancora deserto è una visione surreeale: sembra quasi che sia domenica mattina, quando, a parte i tizi dei turni, tutto è vuoto e silenzioso. Sono alcuni di quei pochi momenti in cui questo ambiente mi piace davvero... Sono quei momenti nei quali regna il silenzio e riesco a percepire tutti i suoni interni ed esterni, da un tintinnìo di chiavi per strada al ronzìo placido del condizionatore, passando dal ticchettìo rapido della tastiera all'ascensore che sale pigro. E' come rivivere un risveglio dal letargo invernale tutti i giorni, con la vita che, piano piano, torna a scorrere nelle vene di questo grosso edificio...
Particolarmente inspirato, rompo il silenzio con "Who wants to live forever" dei Queen e mi stupisco ancora di quanto una canzone possa toccare le corde dell'anima. E' ora di fare colazione. E magari dimenticare un pò di problemi e di essere un pò meno orso...
"Who waits forever anyway?"
... è il caso di andare a casa ...
Che soddisfazione vedere l'Italia del volley sul tetto d'Europa, davanti a un PalaLottomatica gremito di gente. Come tutte le vittorie italiane, anche questa ha un sapore di sofferenza, cercata col cuore e con la mente. Qualcosa che va al di là dello sport puro, qualcosa che trova le sue radici nella Storia del nostro Paese. Dall'altra parte la Russia, un avversario fiero e abile, una macchina quasi infallibile che però, si è inceppata...
Serata emozionante. Là dove il calcio non arriva, arriva la pallavolo. Grazie ragazzi, grazie azzurri!
Ma se vi chiedessi quali sono i dieci migliori album di musica italiana dagli anni 80 ad oggi, cosa mi rispondereste?