The quieter you become, the more you are able to hear...
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Più di *loading* neuroni bruciati
...e tre! Davvero una bella festa ieri sera!

Adoro questa foto. L'ho scattata poco piu' di un anno fa... e sembra che sia passata una vita. Partire o restare? Tornare o cambiare destinazione?
...niente da segnalare. Elettroencefalogramma piatto. Almeno per adesso.
Le persone che ci vogliono bene sono quelle che riescono a farci perdere le staffe in soli due minuti di telefonata...
Prendo il muro a testate...
Cielo grigio, umore nero. Sono stufo. Necessito di un pò di equilibrio. Tutti i tentativi di raggiungere questo stato ideale sono stati dei mezzi fallimenti, degli incantesimi che sono durati sempre troppo poco: famiglia, salute, affetti, economia... un disastro globale. Passo il tempo analizzando i problemi uno ad uno senza riuscire a risolverli e questo senso di impotenza mi sta mettendo in ginocchio. Combino disastri a catena. Non trovo soluzioni efficaci.
Speriamo che il weekend lungo faccia da caricabatterie e che mi rimetta in condizione di sopportare un'altra settimana così...
Sarà una coincidenza? Un caso voluto dal destino? Da quando ho inserito la foto del mio brutto muso nel profilo, le visite al blog sono aumentate di colpo. La cosa mi fa piacere ma mi lascia anche un pò perplesso dato che a mio avviso i contenuti di queste pagine sono andati man mano assottigliandosi. Come è possibile che la gente legga un blog solamente dopo aver visto un mucchietto di pixel che potrebbero risultare totalmente diversi se visti dal vivo?
Il mondo si basi sulle apparenze, non è assolutamente una novità... ma... ma...
Resto sospeso nella nuvola dei miei (insignificanti) dubbi da blogger...
Ingredienti per 2 persone
150g di pennette rigate
100g di gamberi sgusciati
100g di pancetta affumicata tagliata a dadini
2 zucchine di media grandezza
125 ml di panna da cucina
1 bustina di zafferano
un mazzetto di prezzemolo
un mazzetto di rucola fresca
aglio q.b.
olio q.b.
burro q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
Preparazione:
Lessate i gamberi in abbondante acqua salata e metteteli da parte. Fate rosolare in padella la pancetta con un filo d’olio e una noce di burro e mettetela da parte.
Rosolate in padella uno spicchio d’aglio con un filo d’olio, unite le zucchine già pulite e tagliate a rondelle sottili,salate, pepate e quando saranno cotte al dente aggiungere una manciata di prezzemolo tagliato finemente. Nel frattempo cuocete la pennette in abbondante acqua salata.
Scaldate la panna in cui avrete sciolto lo zafferano in una padella capiente, unite i gamberi, la pancetta, le zucchine. Regolate di sale e pepe e saltate la pasta per un paio di minuti.
Prima di servire guarnite i piatti con una manciata di rucola tagliata grossolanamente.
Tempo di preparazione: 20 min.
Difficoltà: 1
Nonostante i dolori, mi sento iperattivo. Ho ritrovato il sorriso. Riesco a riorganizzare i miei progetti, e tutte le attività che sto progettando sembrano incastrarsi magicamente nella settimana come pezzi di un puzzle lasciato incompleto per troppo tempo. Lavoro in maniera serrata. Reagisco in modo fulmineo.
O i miei bioritmi hanno avuto un'impennata, oppure qualcuno ha vaporizzato delle strane polverine nel cielo di Milano...
La spalla e il collo non mi danno tregua. Forse è ora di farsi vedere da un dottore. Si si.
Vi sentite sole? Vorreste qualcuno che teneramente vi abbracciasse nella notte e non vi mollasse mai fino al momento della tanto odiata sveglia? Non preoccupatevi! Ora c'è la soluzione!

E potete pure scegliere tra tre fantastici colori... non ho parole...
Un ciclo perpetuo, un continuo vacillare d'umore. Pigrizia e voglia di fare che convivono a fatica nella stessa persona, a tempi alterni. Ieri mi sono chiesto "cos'è che mi trattiene qui? cosa mi lega a questi posti, a queste persone, a questo lavoro?"
La risposta è stata rapida ma razionale. NIENTE.
Ormai è chiaro che non potrò fare il calciatore. O il pompiere. Ma non vuol dire che non potrò mai realizzarmi nella vita. Al momento, i legàmi sono un grosso freno a tutte le mie iniziative, come anche la difficoltà nel trovare dei soci validi che abbiano fiducia nelle loro capacità e che abbiano voglia di rischiare.
Ancora una volta, dovrò fare da solo. I tempi stringono.
Alla fine ho fatto proprio così. Un film in dvd, comodamente svaccato sul divano con addosso una coperta di indifferenza, tante risate e tanti biscotti al cioccolato.
Kung-Fusion. Non so nemmeno se scribacchiarne la recensione dato che la trama è davvero scarna. Però fa sghignazzare parecchio. Uhm. Ci penso su.
E oggi, per continuare a coccolarmi, mi sono preso un paio di cd audio da meditazione, stile Buddha Bar, zen trance pura, made in England. Veramente notevoli e a prezzo ridottissimo... mi hanno pure fatto venire la voglia di tornare a giocare con i miei Technics...
Una persona superficiale, in una splendida, inutile, giornata superficiale.
Settimana da nausea ma per fortuna, siamo agli sgoccioli. Posso affermare con certezza che è stata una delle settimane peggiori della mia vita, e, come spesso accade in questi casi estremi, sono riuscito a farmi un'idea sulle persone che mi stanno accanto.
"Gli amici si vedono nel momento del bisogno".
Già. Pochi, pochissimi. Ma ottimi. Come al solito si contano sulle dita di una mano, ma... meglio così, li adoro in maniera incondizionata. In più, dopo l'ennesima riprova di menefreghismo serale di alcuni elementi che si fanno vedere e sentire solamente quando hanno bisogno di qualcosa, ho deciso che stasera eviterò di farmi vedere nonostante l'impegno preso. Mi inventerò una serata e la passerò benissimo. Occhio per occhio, dente per dente. Continuo a limare la schiera di conoscenti e corro il rischio di portare la soglia dei contatti umani vicina allo zero, ma non importa...
Odiato, amato. Non importa. Chi vuol bere del veleno, si accomodi pure, ne ho da vendere...
Ho tanta voglia di scrivere un racconto breve (anzi due... periodo di grande ispirazione questo) ma non riesco a ritagliarmi il tempo necessario. Tutto ciò è frustrante, fottutamente frustrante. L'unica cosa che scriverò oggi, è la lista della spesa.
Ore 6.05. La sveglia suona. Rumore di pneumatici bagnati continuo che proviene dalla strada. Spengo la sveglia, mi giro dall'altra parte e mi rimetto a dormire.
Ore 7.45. Risate e urla dei ragazzini che si radunano alla fermata dell'autobus sotto casa mia, a dieci metri in linea d'aria dalla finestra della camera da letto. Sono loro la mia sveglia di oggi. Apro gli occhi e resto in ascolto. Mi pervade un pò di nostalgia per i tempi della scuola, quando i problemi più grossi erano, in ordine cronologico: copiare i compiti non fatti nel primo quarto d'ora di lezione, cercare di evitare con le più bieche strategie (infamia e calunnia) l'interrogazione di matematica, trovare 1500 lire per la merenda, cercare di incrociare la biondina del piano di sotto e infrattarmi con lei nell'intervallo, e, dulcis in fundo, far passare le ore mancanti al suono dell'ultima campanella nella maniera più goliardica possibile, pregustando già il pranzo, caldo e pronto a casa.
Ora è tutto così diverso. Ero davvero uno di quei ragazzini? Avrò svegliato qualcuno con le mie risate durante le interminabili attese dell'autobus del mattino? Mi sembra sia passata una vita. Sono io? Ero io? Sarò io? O è tutto un sogno?
Vorrei gridare. E sentire una risposta.
Dato il successo (?) dell'angolo "Recensioni" vi annuncio che il prossimo tag che verrà creato sarà "Ricette per singles" ovvero, una piccola collezione (già testata dal sottoscritto) di facili ricette "minimo sforzo, massimo risultato" per le vostre cenette galanti. Prima di cimentarsi però, assicurarsi di avere almeno un paio di confezioni di "Quattro salti in padella" nel reparto freezer perchè si sa, la sfiga è sempre in agguato...
Sono stato decisamente meno cortese del solito ieri sera...so che è brutto cacciare degli ospiti, ospiti che solitamente sono graditi e coccolati ma a volte capita. Soprattutto quando la situazione diventa così paradossale da risultare insopportabile. Vivere da solo sicuramente mi ha cambiato, noto con una certa sorpresa che quando torno dal lavoro sono talmente distrutto che a volte desidero solo chiudere tutti i punti d'accesso col mondo esterno e riposare, ritrovare l'energia che mi è stata sottratta durante la giornata. E di questa energia ne ho un disperato bisogno. Te l'ho detto in maniera abbastanza esplicita ma tu ti sei ostinata a non capire, a non vedere quello che avevi sotto gli occhi e ho dovuto rincarare la dose.
Ieri hai potuto vedere quanto sono orso se vengo provocato nella mia tana, nel mio rifugio sicuro, nel mio tempio. Non ne vado fiero ma mi sento comunque dalla parte della ragione, se ti porgessi le scuse, sarebbero false e quindi di valore nullo. E poi, il fatto di avere avuto una giornataccia, non regala immunità di nessun tipo...
Ci sono momenti in cui un sogno ti tiene in piedi. Questo, è uno di quei momenti.
Sneocdo uno sdtiuo dlel'Untisverià di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo sctrite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, è ipmtortane sloo che la prmia e l'umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. Il cerlvelo è comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcheré non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee... vstio? Sneodco te, csoa czazo si funamo a Cadmbrgie?
Uff... i dolori non passano... il tempo sì. Quanto tempo passiamo in attesa di qualcosa? In coda in macchina aspettando un semaforo verde, sotto casa ad aspettare amici o dolci metà. Il nostro turno alla cassa del supermercato tra massaie petulanti o in uno studio medico con un fottio di gente che tossisce. Secondi, minuti, ore, giorni. Vorrei sapere quanto tempo perdiamo, e come sarebbe possibile impegnarlo in maniera più produttiva. A volte un secondo è un'eternità... a volte un anno è un battito di ciglia.
Che delirio di vita.