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Più di *loading* neuroni bruciati
Sveglia alle otto. Naturale, senza forzature. La doccia seguita dal rito della vestizione. La tuta, gli stivali, la bandana. Duecento chilometri macinati con l'incantevole cornice del lago che mi sfreccia accanto, tra curve e controcurve su una strada sgombra da ostacoli. Il caffè, gustoso e fragrante con il vento che soffia lieve tra i capelli mentre i windsurf entrano in acqua. Il ritorno in tranquillità, con la strada intasata nel senso di marcia opposto. Il rombo e il calore nelle gallerie, l'inferno dantesco creato da Auri. Creato da me.
Senso di libertà ai massimi storici.
Solitario. Ma non per questo meno appagato.
Prima uscita con Auri. Amore a prima vista. Amore a prima guida.
Cento chilometri passati tra curve, strade extraurbane e (ahimè) traffico cittadino. Ma i piccoli dolori derivati dalla posizione di guida vengono compensati dal suo rombo, dal suo cuore metallico generoso pieno di cavalli pulsanti. E dal mio sorriso.
Sono felice. Davvero davvero davvero.
La temperatura della fornace è alta. Il metallo è presente in grande quantità. E' morbido, pronto per essere plasmato, battuto, ripiegato. Pronto per assumere forme più nobili, più utili. Idee che prendono una piega ed escono dallo stato embrionale di insulsa barretta per diventare qualcosa.
L'unico problema è che sto dando martellate a caso come un apprendista senza guida, probabilmente spaventato dalle forme che potrei creare. Un aratro? La cornice di uno specchio? Una spada... o uno scudo? Un'armatura o un ferro di cavallo?
Sudo per la temperatura alta, soffio, batto, ripiego e creo. Il rumore del martello sull'incudine risuona nel vuoto della fucina e mi godo il suono della Creazione, la vibrazione metallica che risale lungo il braccio per spegnersi tra i reni, quasi fosse un orgasmo.
Cosa non lo so. Ma creo.
Oggi è uno di quei giorni in cui mi rendo conto che i sorrisi delle persone a cui voglio bene hanno un valore inestimabile. E farei di tutto per conservarli... anche se non sempre è possibile.
Il mondo non gira a forza di sorrisi, questo è palese... ma, a volte, generano dei piccoli miracoli.
"Riesco a resistere a tutto, fuorché alle tentazioni"
Oscar Wilde
Se solo i film di zombie derivati da virus creati dall'uomo non fossero una categoria così inflazionata, credo che stamattina avrei potuto creare un'ottima sceneggiatura dopo tutto quello che ho sognato...
E, dopo essermi guardato allo specchio, penso proprio che oltre che occuparmi della regia, potrei anche recitare in qualche parte secondaria e senza make-up. Un pò come Hitchcock. O Tarantino.
Sigaretta sul divano. La casa da pulire, aspirare, lavare, sistemare. La spesa da fare e la cena in famiglia che mi aspetta. Un pomeriggio medio, di un giorno medio. Un mal di testa. Medio.
Odio tutto questo "medio".
E' ora di aprirla. Allungo la mano, faccio scattare delicatamente la serratura a molla, senza far rumore. Con delicatezza, prendo il piccolo pappagallino al suo interno. E' verde, un bel verde smeraldo, con dei vispi occhietti neri e il minuscolo becco di colore arancio acceso. Si lascia prendere senza svolazzare in giro e non si agita nella mia mano. E' tranquillo: mi guarda con un'aria tra il curioso e il divertito... e non posso che provare tenerezza mentre sento la morbidezza delle sue piume, e il suo piccolo cuore che pulsa nel palmo della mia mano. E' stato in questa gabbia troppo tempo, e questo no, non è il suo posto.
Apro la mano. Resta li' a fissarmi un istante. Potrei ucciderlo stringendo la mano, cogliendolo di sorpresa, macchiandomi le mani del suo sangue,.
Amore e odio, odio e amore
Non lo faccio. Non ne sono capace. Dopo aver scrollato la testa e avermi guardato per l'ultima volta, vola via, sbattendo le ali in maniera spasmodica. Lo seguo con lo sguardo, il volo è rapido, segue una traiettoria a zig-zag e in pochi secondi si perde nel cielo blu.
Sorrido. Ora, finalmente, sono libero.
Ho cancellato tutto.
Venerdì. Ritardi nel tempo di consegna. Umore vacillante su una linea indefinita, un passo dall'inferno e uno dal paradiso. Voglio una carezza o voglio mordere? Troppe domande senza risposta, come sempre. Nè bianco nè nero. Ma nemmeno grigio.
Una molla carica al limite di rottura che non sa in che direzione scattare.
Ma a parte questa brutale confusione, c'è un senso di curiosità che mi accompagna, quasi stessi seguendo la vita di qualcun altro. C'è la volontà di fare in modo che tutto vada bene. Bene sì, ma cosa? Se corriamo tutta la vita inseguendo qualcosa o qualcuno, chi ci dice che alla fine non sia stato tutto tempo perduto e che forse avremmo dovuto fare qualcosa di diverso? Tipo cogliere tutte le occasioni, senza remore nei confronti delle persone che ci circondano, senza riguardi, senza regole. Sorrido all'idea che sia una colossale fregatura... una truffa nella quale siamo tutti coinvolti.
Sorrido pensando a coloro che prendono tutto troppo seriamente senza sapersi prendere in giro. E sorrido pensando che fino a poco tempo fa non lo sapevo fare nemmeno io. Ora invece sono il mio Jolly, il mio buffone personale. Ma sono anche il Re con la sua Regina Meccanica accanto. Regina Nera, Regina di Picche.
In ogni caso, ho solo bisogno di staccare un pò la spina e lasciar riposare un pò quei pochi neuroni superstiti. Concedo loro un pò di calma, i veterani ne hanno sempre diritto. Sono soddisfatto e galleggio nel mio nulla, mentre vaneggio su qualcosa di più concreto.
...sono riuscito a cancellare il post di oggi con un semplice, distratto "click".
Fanculo.
Troppe coincidenze. Troppe scadenze da rispettare, troppi rapporti da gestire. Confusione che regna sovrana in casa e nel mio cervello. Rianalizzo il fatto che la mia casa è lo specchio della mia mente... ho fatto un pò di pulizia, ho buttato tante cose che erano accantonate in un angolo da troppo tempo, ma ancora non sono soddisfatto. Voglio che tutto splenda e necessito di un'altra evoluzione. Ho bisogno di confrontarmi con persone vere. Voglio la mia libertà e la facoltà totale di gestire il Dare / Avere che è alla base della vita stessa. Ho bisogno di essere io, e non quello che gli altri vorrebbero che io fossi.
Meglio tornare orso per un pò. O forse riccio. Giusto il tempo per fare ancora un pò di ordine e pulizia. Dai primi di maggio, tutto cambierà. Per fortuna.
Un conto e' una foto da brochure... un conto averla tra le mani...

La mia Auri... in attesa di essere ritirata!
Ti ho sognata. Ti inseguivo di corsa nei vicoli di una città a me sconosciuta ma con qualcosa di stranamente famigliare, Lisbona forse. Dopo una corsa estenuante, ti ho raggiunta. Ti sei voltata con un sorriso beffardo. Eri tu, ma... non eri tu.
Ti ho chiesto perchè scappavi da me... e mi hai ghiacciato con uno sguardo perfido. Mi sono svegliato, sudato. Il datario della radiosveglia dice che è il 16 Aprile, è Pasqua. Quante cose avremmo dovuto fare in questi giorni...
Tutto passa. Niente resta. E anche questi giorni sono andati. Ora è tempo di ricominciare ad osare. E sfidare il mio destino.
Non posso farci niente. Il mio entusiasmo da ragazzino mi porta ad essere frainteso anche quando di secondi fini non ce n'è. E' la mia natura e mi tocca conviverci anche quando può diventare problematico. L'entusiasmo spaventa quando è troppo grande. Spaventa quando è contagioso. Spaventa quando lo gridi al mondo saltellando da una parte all'altra di una stanza. Vado avanti per me stesso, ora dopo ora, giorno dopo giorno. Felice di quello che sono ora, e ancora più felice di quello che sarò.
E da venerdì... da venerdì... non mi tiene più nessuno. Parte il giro d'Italia. Quello veloce.
Un tassello importante, un'informazione che può fare la differenza. E' incredibile come poche parole possano incrementare notevolmente le possibilità di successo e la probabilità di realizzare i propri sogni. Mi godo il momento, lasciandomi il passato alle spalle. Ma senza dimenticare.
Mi sento come una locomotiva. Corro. Con o senza vagoni. E travolgo tutto quello che trovo sulla mia strada.
Nuovi odori, nuovi sapori, nuovi colori. Tutto prende forma. Ricomincio ad amare la vita.
E' fatta. Ora c'è solo da attendere di espletare le ultime fasi burocratiche, dopodichè sarò pronto per indossare il kit del perfetto corsaiolo. E' ora di rispolverare tuta, stivali e guanti e salire in sella più determinati di prima. Ho realizzato il primo desiderio. Da lunedì si parte per il secondo: dire finalmente "Addio" a Milano. Non so quanto tempo ci vorrà ma sono fiducioso. Per quanto il tracciato possa essere difficile e tortuoso, la mia felicità è al primo posto e non mollerò finchè non l'avrò raggiunta, indipendentemente da coloro che mi circondano e da quelli che cercano di imbrigliare la mia vita.
Torno ad essere un cavallo selvaggio. E il mio posto... non è qui.
"Fai che non l'abbiano venduta nelle ultime ore, fai che non l'abbiano venduta nelle ultime ore, fai che non l'abbiano venduta nelle ultime ore..."
Poco più di un'ora al verdetto...
Incredibilmente, improvvisamente, tutto è possibile. Pezzi di un puzzle che vanno a posto da soli. Riesco a guardare avanti e a capire che stavo solo guardando la vita da un'angolazione sbagliata e che, una volta corretta la posizione, non va poi così male. Posso ancora raggiungere i miei traguardi, posso farcela. E senza avere la necessità di appoggiarmi a qualcuno, ma con la testa alta perchè è arrivata la consapevolezza di valere qualcosa. Chi mi Conosce lo sa.
Avanti, per me stesso. Ma con le antenne pronte a captare l'essenza degli altri. Si può fare. E si farà. La macchina meravigliosa si è messa in moto. E non si può fermare.
Un weekend fantastico all'insegna della serenità e di una nuova consapevolezza. Volevo dirti grazie per avermi ascoltato senza giudicarmi mai. Per avermi dato una nuova prospettiva all'insegna della libertà. Per aver condiviso il tuo tempo e i tuoi spazi con me. Per tutte le attenzioni che mi hai dato così spontaneamente nonostante il disagio che avrei potuto creare con la mia presenza. Per aver curato una malattia invisibile e strisciante che mi stava consumando dentro.
Potrei dire tante, tantissime cose ma spesso le parole non sanno esprimere concetti così importanti. Allora preferisco dirti...
..semplicemente...
GRAZIE