The quieter you become, the more you are able to hear...
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Più di *loading* neuroni bruciati
Il weekend romano se n'è andato. Indimenticabile. Nel bene e nel male. Tanti spunti di riflessione, che si accalcano formando un Colosseo di pensieri che combattono l'uno contro l'altro. Gladiatori della mente che si scontrano, si lacerano, si uccidono.
Resto in piedi, sanguinante in questa Arena, vivo. Con me, gli amici di vecchia data, compagni di battaglia che non giudicano, ma danno man forte. Mi proteggono con i loro leali scudi. Mi aiutano a ritrovare il sorriso, nonostante io non lo meriti affatto. Ho riequilibrato la bilancia, mutilandomi.
Ora. Il futuro. Fa paura. Ma con me, ho il ricordo di una cena tra amici ad alto tasso alcoolico, farcito di risate fino alle lacrime, tutti contro tutti. Di un pranzo in un ambiente così sereno e solare, tra cani che giocano, gatti sornioni e la sensazione di far parte di una Famiglia. Mi mancava orribilmente in questi ultimi mesi la Famiglia.
Tutto questo non ha prezzo. Ed è l'unica cura per quel male, quella fitta al cuore, inaspettata.
Gelida. Precisa. Chirurgica.
Un altro pezzo di me, lasciato sul bancale della mia macelleria personale. Ma non basta per uccidere un Gladiatore. Mutilato, ma ancora pronto a difendermi con il mio Gladio.
Già da un pò di tempo, non riesco più ad alzarmi in orario la mattina. Il rituale della sveglia rimane incompleto, come se il mio corpo si rifiutasse di iniziare la giornata e questo fatto mi preoccupa un pò. Non ho mai avuto difficoltà a saltare giù dal letto e rendermi operativo in pochi istanti ma ora, la magia, sembra non funzionare più. Cosa mi sta succedendo? Quali sono le cause del guasto?
Stanchezza mentale o fisica? Cambio di stagione? L'età che avanza spostando le lancette del mio orologio biologico?
Non lo so. Ma devo assolutamente ritrovare l'equilibrio perduto. Per me, e per gli altri.

"Dio ha creato il gatto per dare all'uomo la gioia di accarezzare una piccola tigre"
Fernand Méry
Non sono Unico. Non lo sono mai stato. Non lo sarò mai.
Domani ripartirò. Non sulla sella di Auri, stavolta, ma a bordo di un treno, con la mia piccola valigia a tracolla: destinazione Roma. Le mie visite passate alla Città Eterna hanno sempre segnato la fine di periodi di transizione, mi hanno portato a riaprire gli occhi e a ritrovare la serenità che sembrava perduta. Sono state l'inizio di un' Era Nuova. Non vedo l'ora.
Ho passato un altro periodo nel mio bozzolo, cercando di recuperare le forze dopo la mia ultima Morte e ora sono pronto. Pronto ad uscire dalla mia prigione, pronto a sfondare la pellicola che mi avvolge. Pronto a trasformarmi ancora. In qualcosa di meglio.
Acta est fabula
Il tempo mi scivola via, come sabbia tra le mani di un bambino. Un sacco di impegni che rimangono imprigionati in una tela fatta di nulla e lì rimangono imprigionati. E' una situazione che detesto, perchè il ragno sono io... e io, odio gli aracnidi. Odio me stesso.
E' ora di darsi una scossa. A volte, bisogna saper dire "no" e riparare le perdite di questa clessidra rotta. Sabbia su sabbia. Una volta a terra, il vento se la porta via in veloci mulinelli. E non torna più.
Chissà se esiste un unguento capace di lenire i dolori causati dai lividi dell'anima...
Mi sono svegliato in carenza d'ossigeno. E sono andato a prendermelo.
Rapida volata per mettersi in sella ad Auri, uno zaino per ogni emergenza, un casco e delle chiavi. Chilometri e chilometri macinati, seguendo un nastro nero, perso nel verde di una valle che sembra uscita da un libro delle fiabe. Cielo blu e nuvole bianche, immacolate, che lo attraversano rapidamente solcando cime ancora innevate. Al bar, un panino e due chiacchere con dei fan di Auri, sorrisi e simpatia prima del rientro veloce e senza problemi ma in compagnia di pensieri che non coincidono con l'incantevole paesaggio.
Vediamola così: almeno, ora, respiro.
Pensieri che si rincorrono, si sciolgono e rinascono sotto altre forme. Ho un Museo delle Cere nel cervello, e ogni volta che lo visito, scopro che qualcosa è cambiato. Cambiano le statue, gli allestimenti degli interni, i visitatori e i tipi delle pulizie. Persino il bigliettaio all'ingresso cambia in continuazione.
In tutto questa Con-Fusione, resto il punto fermo di me stesso e mi soffermo a osservare i particolari. Un viso, una mano di cera. Domani tutto questo non sarà più. Quella mano potrebbe diventare l'orecchio di qualcun altro, uno scettro. Una lattina di Coca-Cola. O il microfono di Bob Marley.
Rivoluzione costante.
Domani, vorrei tornare a visitare il Museo. Rivedere le statue al loro posto, esattamente dove sono oggi. Salutarle come se fossero vecchi amici, e mettermi in posa, sorridente tra Napoleone e Jim Morrison. E sul mio piedistallo vorrei ci fosse scritto "Uno Qualsiasi, che ha capito Qualcosa".
Potrei pure lasciare la mancia al tipo all'ingresso, per poter vivere un Momento così.
Un taglio. Un livido. Un graffio o un altro tattoo. Ho bisogno di segnarmi la pelle. Ho bisogno di scrivermi una storia sul corpo.
Terra. Resto qui, in una stanza vuota. Occhi chiusi, pugni ben serrati e testa incassata tra le spalle, in attesa di uno schianto che però, puntualmente, non si verifica. Disagio mentale. Mi sento Alieno e non so perchè. Continuo ad osservare questo mondo, annotare, disegnare, stupirmi. Stupirmi per quello che vedo e che sento. Stupirmi per quello che faccio. Stupirmi per quello che provo.
Guardare fauna e flora come se dovessi catalogare tutto, fino alle forme di vita più semplici. Odori, colori, profumi. Dettagli. Osservare i comportamenti sociali senza interferire richiede capacità di mimetizzarsi, a volte di fuggire o mascherarsi. Cantare a squarciagola dentro la mia minuscola astronave a quattro ruote che mi fa apparire un gigante da tanto è piccola. Ballare al suo interno, come un perfetto idiota, solo per il gusto di farlo... e che il resto del mondo guardi pure, non mi interessa.
Alieno dentro una teca di vetro e metallo. Vivo. Che si contorce. Roba da pagare il biglietto per lo show...
Scoprire che il mio corpo ha ancora qualcosa da dare, che forse non è ancora da rottamare. Scoprire che ho la capacità di farmi male fino quasi ad uccidermi e recuperare come niente fosse, in tempi brevi. Scoprire che la lingua e le dita possono portare più in là che un salto nell'iperspazio. Fanculo i motori a curvatura.
La Potenza delle Parole.
Scoprire che la mente è la chiave di tutto. E che tutto questo delirio me lo sono solo sognato. Da umano. Umano Qualsiasi. Deliziosamente Umano.
Imperfetto. Imperfetto. Imperfetto. Imperfetto
Continua a perseguitarmi...
Bun cia bun cia cata bum bum ciabuncia catabum…
Sono ossessionato dalla perfezione che risiede in ognuno di noi
In ognuno di noi
Sono ossessionato dalla perfezione che sonnecchia in ognuno di noi
In ognuno di noi
Neurotrasmettitori sinapsi elettrochimiche
Catene sequenziali
Di acidi nucleici
Mi parlano di te mi parlano di te mi parlano di te mi parlano
Ormoni cromosomi
Reazioni cellulari
Fattori neurotrofici
Di antigeni virali
Mi parlano di te mi parlano di te mi parlano di te mi parlano
Sono ossessionato dalla perfezione che risiede in ognuno di noi
In ognuno di noi
Sono ossessionato dalla perfezione che sonnecchia in ognuno di noi
In ognuno di noi
Bun cia bun cia cata bum bum ciabuncia catabum…
Neurotrasmettitori sinapsi elettrochimiche
Catene sequenziali
Di acidi nucleici
Mi parlano di te mi parlano di te mi parlano di te mi parlano
Ormoni cromosomi
Reazioni cellulari
Fattori neurotrofici
Di antigeni virali
Mi parlano di te mi parlano di te mi parlano
L'angoscia quotidiana
Le gabbie più invisibili
Le nostre distruzioni
Per misere ambizioni
Mi parlano di te mi parlano di te mi parlano di te mi parlano
Neurotrasmettitori
Scintille elettrochimiche
Di vita potenziale
Di vita irragiungibile
Mi parlano di te mi parlano di te parlano di te mi parlano
Subsonica - Perfezione
Me lo impongo. Un problema alla volta. Fino alla totale risoluzione. Non importa quanto tempo possa richiedere, si fa tutto senza fretta. Con una calma che non mi appartiene ma che voglio fare mia. Un combattimento alla volta, vincere o perdere non è poi così importante.
Chiudere. Aprire. Chiudere. Aprire.
Una rotazione che non si può fermare.
Scrivere. Cancellare. Riscrivere. Rileggere. Cancellare di nuovo. Sorridere.
Ho ricominciato a scrivere. E non smetterò di farlo finchè tutto non sarà completo. Piano piano, senza forzature: i parti mentali possono essere dolorosi, il travaglio può durare mesi. Anni forse. Ma voglio Creare.
A te, leonessa stanca, ma indomita e fiera, per avermi insegnato le leggi della giungla, rivolgo il mio pensiero...
...grazie, di cuore...
...e grazie per avermi fatto desistere dal tenere la mazza da baseball in macchina, perchè stamattina, nel traffico, penso mi sarebbero venuti i calli sulle mani a furia di usarla su teste e cofani... e ti avrei causato non pochi dispiaceri (nonchè grane legali)!
Oggi sono vuoto. Chiuso in un guscio di non-comunicazione forzata. Ma con nuove idee per riempire delle pagine vuote.
Oggi è una di quelle giornate da passare sotto le coperte, girandosi e rigirandosi alla ricerca dell'angolo più tiepido e confortante. Una di quelle giornate da doccia bollente e sauna di vapore per rigenerarsi. Una di quelle giornate da caffè e brioche fresca, di pasticceria. Una di quelle giornate da quotidiano e sigaretta con i Coldplay come sottofondo musicale. Una di quelle giornate da passeggiare pigramente per il centro, sanando quelle piccole incombenze che la vita di tutti i giorni ci presenta, osservando le persone e fantasticando sulle loro storie...
Adesso, cortesemente...
...non è che qualcuno mi spiega cosa cazzo ci faccio qui?
La vita corre. Velocissima. Faccio fatica a starle dietro ma corro con lei. Eventi e impegni che si susseguono senza sosta mi costringono a pianificare attentamente i tempi e gli spazi ma è tutto bellissimo: ho la nitida sensazione di cogliere ogni attimo pienamente, di avere accanto persone meravigliose che danno colore e dimensione alla mia corsa. Tanti piccoli dettagli da non lasciare per la strada. Penso solo al giorno che sto vivendo. Pensare al domani non servirebbe a nulla se non aumentare la frenesia, la voglia di spalancare il gas.
La vita accelera. E io con lei. Speriamo di non schiantarci su un guard-rail...
"Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto"
Oscar Wilde
Martedì grigio. Ma è come se fosse lunedì, ne più, nè meno. Colleghi che straparlano già di prima mattina...
"Mi dispiace ragazzi ma il mio cervello è momentaneamente assente. Riprovate più tardi, grazie!"
Questo è quello che direi loro, se solo avessi voglia di parlare. Invece mi limito a guardarli e ad annuire lentamente con la testa. Chissà dove trovano tutta questa energia...
Sta finendo. Il lungo weekend su due ruote è agli sgoccioli ma anche la giornata odierna è stata zeppa di emozioni. Un lungo giro che va a sancire i primi 500 km in sella ad Auri, una simbiosi che va man mano rafforzandosi.
Passo del Penice prima. Pranzo rituale a base di tortellini, brasato e polenta poi. Come dessert, il Tour del Piacentino e del Pavese. Ritrovarsi proprio davanti a luoghi che profumano di ricordi e incontri bellissimi, strade e rotonde conosciute e percorse a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ricordi di sentimenti così vasti da coprire tutto lo spettro di emozioni umanamente conosciute.
Tangenziale. Incidente all'altezza di Linate. Traffico, caldo, aria irrespirabile. Pausa all'aereoporto, sigaretta e ripartenza. L'arrivo a casa, con mia madre incrociata per strada che si interessa in maniera amabile (come solo le madri sanno essere quando sono di luna buona) di quello che il suo scapestrato figliolo ha combinato nelle ultime otto ore. Ha la faccia segnata dalla sofferenza dell'ultimo periodo. Ma il suo sorriso è reale e bello come il sole.
A volte la vita sa donare così tanto attraverso piccole cose...