The quieter you become, the more you are able to hear...
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Più di *loading* neuroni bruciati
Con calma. Senza ansie. Accantonare la preoccupazione. Trasmettere serenità anche quando la situazione potrebbe essere tutt'altro che felice. Ostentare ottimismo e minimizzare, aspettare e cercare di far capire che una famiglia, anche se a pezzi, torna ad essere forte e compatta davanti alle paure più grandi.
Un'altra prova. Un altro muro. Vorrei solo essere più forte di così.
...sarebbe il caso di levarsi il paraocchi.
La giornata è troppo corta. Non riesco a fare tutto quello che dovrei e rimango indietro. Irrimediabilmente indietro. Oggi cercherò di dare un giro di vite ma... che fatica. Tra documenti da fare, pagamenti in scadenza, spese concordate, il tempo non basta mai. Per fortuna il conto alla rovescia dice che manca un mese. Non è molto. Basta non guardare troppo l'orologio.
Mi è stato chiesto, ieri. Se c'e' qualcosa che vorrei comprare. Un jolly pescato dal mazzo. Un regalo senza niente da festeggiare.
Non ho saputo rispondere. Mi sono arrovellato per parecchi minuti, come un bambino nel magico deposito di Babbo Natale ma il risultato finale e' stato deludente. Non sono capace di spendere soldi , tantomeno quelli altrui. E soprattutto non in cose inutili. Ammetto di aver pensato ad un I-Pod Nano da svariati giga per andare a correre a ritmo di musica. Ammetto anche di aver pensato alla X-Box 360 per riempire pomeriggi inutili. Una vacanza in un posto esotico. Ma che gusto c'è nel farsele regalare? Anche se non sguazzo nell'oro, accettare regali del genere sarebbe un fallimento, vorrebbe dire comunque approfittare di un'occasione di cui faccio volentieri a meno..
Esortato a trovare soluzioni sempre più costose, alla fine, timidamente, ho detto (vergognandomi come un ladro): "Ehm... siccome la mia macchina è ferma già da un pò perchè devo cambiare le gomme dietro che stanno per esplodere (ed è così sul serio, son deformate da fare impressione) ...ehm ecco... quelle sarebbe gradite! Anche usate. Va bene così?"
Non sono stato capace di chiedere di meglio. Ma da settimana prossima avrò un bel paio di gomme. Rigenerate possibilmente. Venti Euro. E sono felice così.
Qualsiasi scelta si faccia... non si ferma mai!
Can't stop addicted to the shin dig
Cop top he says I'm gonna win big
Choose not a life of imitation
Distant cousin to the reservation
Defunkt the pistol that you pay for
This punk the feeling that you stay for
In time I want to be your best friend
Eastside love is living on the westend
Knock out but boy you better come to
Don't die you know the truth is some do
Go write your message on the pavement
Burnin' so bright I wonder what the wave meant
White heat is screaming in the jungle
Complete the motion if you stumble
Go ask the dust for any answers
Come back strong with 50 belly dancers
The world I love
The tears I drop
To be part of
The wave can't stop
Ever wonder if it's all for you
The world I love
The trains I hop
To be part of
The wave can't stop
Come and tell me when it's time to
Sweetheart is bleeding in the snowcone
So smart she's leading me to ozone
Music the great communicator
Use two sticks to make it in the nature
I'll get you into penetration
The gender of a generation
The birth of every other nation
Worth your weight the gold of meditation
This chapter's going to be a close one
Smoke rings I know your going to blow one
All on a spaceship persevering
Use my hands for everything but steering
Can't stop the spirits when they need you
Mop tops are happy when they feed you
J. Butterfly is in the treetop
Birds that blow the meaning into bebop
Wait a minute I'm passing out
Win or lose just like you
Far more shocking
Than anything i ever knew
How about you
10 more reasons
Why i need somebody new just like you
Far more shocking than anything I ever knew
Right on cue
Can't stop addicted to the shin dig
Cop top he says I'm gonna win big
Choose not a life of imitation
Distant cousin to the reservation
Defunkt the pistol that you pay for
This punk the feeling that you stay for
In time I want to be your best friend
Eastside love is living on the westend
Knock out but boy you better come to
Don't die you know the truth is some do
Go write your message on the pavement
Burnin' so bright I wonder what the wave meant
Kick start the golden generator
Sweet talk but don't intimidate her
Can't stop the gods from engineering
Feel no need for any interfering
Your image in the dictionary
This life is more than ordinary
Can I get 2 maybe even 3 of these
Come from space
To teach you of the pliedes
Can't stop the spirits when they need you
This life is more than just a read thru
Red hot chili peppers - Can't stop
Avrei davvero troppo da dire. Talmente tanto da far fatica a mettere tutti questi pensieri in una pagina vuota. Gli impegni, le situazioni, le riflessioni si accavallano dando forma a una scultura dai tratti indefiniti.
Oggi è un gran giorno. Oggi si spezzano le catene. Oggi si lasciano le certezze per saltare in un "quasi vuoto" che sa di rinascita. So che il prossimo mese dovrò sopportare un pò di tutto ma non mi pesa... c'è un agosto libero che mi aspetta.
Sorrido.
...me!
Non mi ricordo nemmeno quand'e' stata l'ultima volta che ho vinto qualcosa in un concorso a premi... o meglio, non mi ricordo nemmeno se ho mai vinto qualcosa per pura, semplice, fortuna. Ma stavolta, la Dea Bendata mi ha premiato: che sia un segno del fatto che le cose, finalmente, comincino a girare per il verso giusto?
Lo so, dovrei essere felice di tutto quello che mi sta accadendo, ma, sinceramente, non ci riesco. C'è una velata tristezza nei miei movimenti e nei miei pensieri che trasuda al di fuori del corpo. Non tanto per quello che è stato, ma per l'impossibilità di vedere quello che sarà. Per tutti gli imprevisti che, manco a dirlo, si accavallano senza darmi l'opportunità di respirare. Per tutti i sogni congelati, meravigliosi dietro la loro patina di ghiaccio, che mi sforzo di liberare dalla loro fredda prigione col calore del mio corpo, provocandomi serie ustioni. Non voglio farmi dirottare dalla vita. No. No. No. Voglio restare padrone e artefice del mio destino, nei limiti del possibile.
Ora, con piccoli, impercettibili movimenti, mi preparo ad alzare un nuovo sipario. Una scelta coraggiosa, o forse disperata per uscire da un tunnel troppo lungo. La differenza è così sottile da non aver la benchè minima importanza. Cambio completamente ramo. Cambio tutto. Cambio.
Eppure, sono sempre io.
E' andata. Si cambia!
Momenti diversi, sensi diversi...
Come bagliori residui in un fondo d’oceano
dentro i ricordi annegare in un tempo che non c’è più,
con il coraggio di chi non ha nulla da perdere,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Come abbaglianti meduse in un fondo d’oceano
scie di pensieri su quello che è stato, su ciò che sarà.
Luce di quasi mattino in gocce di nuvole,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Come se il sonno potesse impedirti di fingere,
come se tutto potesse ad un tratto rivivere.
Guardo i tuoi occhi socchiusi ed ho voglia di piangere,
scendono in gola la pioggia l’asfalto la polvere.
Come bagliori residui in un fondo d’oceano
dentro i ricordi annegare in un tempo che non c’è più,
vedo gli errori che non ha più senso ripetere,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Prima di andare, prima di andare, prima di andare
senza voltarsi più.
Come abbaglianti meduse in un fondo d’oceano
scie di pensieri su quello che lascio, su ciò che sarà,
luce di quasi mattino in gocce di nuvole,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Prima di andare, prima di andare, prima di andare....
Subsonica - Alba a quattro corsie

La linea d'arrivo del fine settimana è vicina. Senza forze, senza risorse, con la lingua penzoloni, mi appresto a varcarla. E' dura andare avanti così, ma non posso fare altrimenti. Vorrei riposare, ma l'idea di oziare perdendo tempo prezioso, mi disgusta. Devo trovare un modo di rendere produttivi questi due giorni che mi aspettano, ma come? Il caldo afoso previsto, non mi aiuterà di certo...
Dita incrociate. Lunedì avrò una nuova opportunità di cambiare vita. Anche se fosse per pochi mesi, sarebbe un'esperienza di grande rilevanza in un mondo che mi ha sempre affascinato.
Lunedì. Lunedì. Lunedì.
Entusiasmo.
Periodo duro, durissimo, economicamente parlando. Liberarsi dell'inutile, stringere la cinghia, sopportare le privazioni con un sorriso... questi sono gli obiettivi del prossimo mese. Sono troppo orgoglioso per chiedere o accettare un aiuto, anche se mi è stato gentilmente offerto da tante persone a me care che non smetterò mai di ringraziare per l'interessamento. Ho le spalle grosse, non soccomberò nemmeno stavolta. Sono abbastanza corazzato contro gli urti della vita e onorerò gli impegni presi fino all'ultimo centesimo.
Se avrò fortuna e se riceverò qualche telefonata molto attesa, dovrò anche trovare una persona fidata a cui affittare casa... ma per ora la priorità è restare a galla.
C-Zero - Colpito! - Ma non affondato!
Una volta ogni quattro anni, è bello ritrovarsi insieme tra amici, in un salotto, incollati alla televisione con un bicchiere di birra in mano. Si scherza, si ride, si lasciano fuori dalla porta di casa i problemi di una vita non sempre facile.
E, per una volta, viene accantonata la squadra di club se non per qualche sporadico, ironico commento. Non c'è politica, non c'è regione d'appartanenza: per una volta, una soltanto, torniamo ad essere tutti Italiani davanti al gioco più bello del mondo. Questa è la magia del calcio. Il calcio bello, quello pulito, quello fatto di giocate fantasiose, tiri in corsa, punizioni da brivido. Quello che fa svuotare le strade, che trasforma una silenziosa serata di fine primavera in una festa azzurra, con quel "GOOOOOOOOOOL" che esce con passione da milioni di cuori, da milioni di finestre aperte, alla massima potenza.
Non so se è la rarità dell'evento a renderlo così fantastico: ma so che sarebbe bello poter respirarlo più spesso...
E' una maledizione ciclica. Queste domeniche passate in casa, in balìa dei pensieri, uccidono. Non dovrei essere qui, eppure lo sono, incatenato da situazioni che non voglio. Gonfio i muscoli, le catene si tendono, cigolano ma ancora non si spezzano. Anelli d'acciaio che hanno la forma di mille lavori domestici da fare, della settimana incombente da rivedere e pianificare, dell'urlo della creatività che muore, ora dopo ora.
Non è vita questa.
E' medio-vita, medio-morte. E, a parte poche, pochissime persone, sono circondato dal medio-mondo. Persone senza coraggio, senza voglia di uscire da tutto questo. Medio-zombie. Luoghi che sembrano un inno al medio-vivere che quest'era ci impone. Un'era dove il distinguersi, per molti, è avere una cover e una suoneria diversa del telefonino.
Media. Come la serata appena trascorsa. Rabbia. Mi gonfio ancora di più. Anelli che si piegano. La rabbia è la chiave per liberarsi. Ho un futuro che mi attende. E, a costo di rovinare il medio-lavoro del mio medio-dentista che pensa più a scopare che a mettere a posto il sorriso dei suoi pazienti, userò anche i denti per spaccare queste fottute catene. Lo giuro. Le ali sono forti, fortissime. Forse non sono belle esteticamente, ma per rinforzarsi fino agli estremi, hanno dovuto subire profonde ferite. E cadute da altezze vertiginose.
Presto sarò fuori di qui, da questa prigione con soffitti troppo bassi per consentirmi di volare. E, chi mi conosce, sa che quando mi impongo qualcosa, non c'è acciaio che tenga. Guardatemi, nella mia dorata cella che a molti potrebbe sembrare il Paradiso, il punto di arrivo. Ridete dei miei sforzi.
Il punto di rottura è più vicino di quanto non sembri.
Correva da solo sulla strada che costeggiava lo strapiombo sul mare. Nelle orecchie, il rumore delle onde che si infrangevano sugli scogli, quasi volessero dargli il ritmo giusto, una specie di Metronomo Naturale. Correva su una strada da una corsia per senso di marcia, un nastro di asfalto nero, bagnato da quella stessa pioggia da temporale estivo che l'aveva rinfrescato e confortato pochi minuti fa, ricordandogli i tempi in cui, febbricitante, gli veniva posato un fazzoletto bagnato sulla fronte. Inspirava col naso trattenendo il profumo di asfalto umido, espirava con la bocca, da vero atleta qual'era. Correva da tanto, tantissimo tempo, fermandosi raramente solo per espletare i bisogni primari.
Spesso, cibo e bevande gli venivano offerte per la strada, da persone che avevano sentito parlare di lui ed erano curiose di vedere di persona quello strano ragazzo che non si fermava mai. Quel ragazzo che non sentiva nemmeno il bisogno di dormire. Quello che, quando era stanco, si perdeva in una specie di sonno senza sogni, senza pensieri: ma le gambe continuavano a macinare chilometri, rifiutavano di fermarsi e lui le seguiva.
Più volte, in tutto quel percorso, era stato affiancato da persone che volevano correre con lui: scambiavano quattro chiacchere insieme, condividevano la fatica delle salite, e la gioia delle discese, ma nessuno di loro riusciva a tenere il ritmo per lungo tempo e sfiancati, si fermavano o stramazzavano al suolo. SI ritiravano. L'insolito sodalizio finiva così, di colpo, si perdeva nello stesso nulla dal quale era nato. Alcuni di questi improvvisati atleti, intervistati dalle Tv locali, avevano poi dichiarato sorridenti davanti alle telecamere che si erano fermati non per crolli fisici, ma perchè semplicemente avevano di meglio da fare. Correre era la loro passione, ma correre così, senza una meta, non aveva senso. Non avevano traguardi, non avevano premi da vincere.
La salita era dura e il ragazzo scivolava a causa delle suole ormai lisce delle sue scarpette da corsa. Scivolò due volte. Cadde. Si rialzò, incurante della fastidiosa sbucciatura che si era procurato e ripartì. La fine della salita era vicina. 100 metri, 50... 20... 10...
Si fermò. Davanti a sè, il mare. Un arcobaleno, con tutti i suoi colori che si perdeva nella timida foschia del mattino. Uno spettacolo meraviglioso. Una lacrima solitaria gli rigò il volto.
Era arrivato. Non avrebbe più corso. Mai più.
Il cellulare aziendale. Il nemico numero uno del lavoro sereno e produttivo. Quando suona, vuol dire che ci sarà da penare, peggio del telefono rosso del commissario Gordon di Gotham City. Solitamente, dall'altra parte c'è qualcuno che non capisce nemmeno il 10% del concetto che stai cercando di spiegare e a forza di ripetere concetti triti e ritriti, la chiamata diventa lunga ed insulsa, uno spreco di tempo difficilmente giustificabile. Un bla-bla-bla che non va a parare da nessuna parte finchè non pronuncio la formula magica: "Lascia stare, passo io".
Se dovessi cambiare lavoro a breve, mi ricorderò sicuramente che non voglio nè auto, nè telefono aziendale, nè pc. Non voglio NIENTE.
Li chiamano "Benefit"
Io li chiamo "Malefix"
"Siamo tutti connessi"
Saluto Lakota - Sioux
Trovare un altro lavoro. La ricerca è diventata compulsiva, quasi un'ossessione a base di Curriculum Vitae, annunci, telefonate. Non demordo. Il mio posto non è qui, anche se, ho imparato nel tempo, che non si sputa mai nel piatto dove si mangia. Tuttavia, non voglio marcire dietro un scrivania. Voglio crescere. Voglio seguire i miei sogni.
Non sono mai stato così vicino alle stelle. Sulla cima della mia piccola scala, allungo le mani, mi estendo al massimo. Ancora uno sforzo. Un piccolo sforzo. Si può fare. Si farà. Le toccherò. A costo di bruciarmi le dita...
Migliaia di pezzi. Tante piccole speranze che, congiunte, acquisiscono forma e significato... ed è qualcosa di grande, qualcosa di Vivo. So cosa voglio. So cosa sono pronto a fare. So qual'è il mio posto e il mio scopo.
So cosa c'è sulla scatola del puzzle.
Ci sono io, più di vent'anni fa che guido una macchinina elettrica, una piccola Formula Uno in una pista stranamente vuota, senza altri bambini che girano con me. Sono felice che sia così. Sorrido. Ed è un sorriso vero come se stessi vincendo il Gran Premio di Monaco per la prima volta mentre il rombo simulato del motore rimbomba nella mia testa. Sono sul rettilineo, sento gli applausi del pubblico, ma gli spalti sono vuoti. C'è solo un tizio, un grande che mi guarda, seduto su una panchina. Ha gli occhi tristi, eppure segue con un sorriso ogni mia curva. Alzo una mano. Lo saluto e lui, con un cenno stanco della mano, mi risponde. Ed è in quel momento che So.
Sono Io. Sono quello che sono stato e sono quello che sarò. Non c'è partenza, e non c'è arrivo. Ci sono solo azioni giuste e sbagliate. Accelerazioni, frenate. Sorpassi, testacoda e incidenti.
Perchè la Vita non è una destinazione. E' un percorso.