The quieter you become, the more you are able to hear...
oggi
agosto 2008
luglio 2008
febbraio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004

Più di *loading* neuroni bruciati
Ed ecco, pietosa, la fine. I riti della giornata verranno stroncati, così, da un giorno all'altro dopo essersi consolidati nel tempo. Negli anni. Poco e niente rimarrà di tutti quei passaggi obbligati che scandivano la mia giornata, piccoli porti sicuri in un'esistenza traballante ma, sinceramente, sono contento di vederli sparire nel nulla. Coraggio o incoscienza, cosa importa? L'importante è mutare, cambiare, trasformarsi in qualcos'altro... per sfuggire alla morte, alla stasi.
So a malapena quello che farò domani. Mi va bene? Sì, mi va benissimo così. Basta progetti. Non ne ho più la forza, nè per farli, nè per sopportare la delusione quando non vanno per il verso giusto. Anzi, sinceramente, non ricordo niente che sia andato per il verso giusto nell'ultimo anno. Fanculo.
Ma so, per forza di cose, che da oggi, qualcosa cambierà. Questa è la fine. E un nuovo inizio. Ancora una volta.
Mi sento stropicciato. Fisicamente e mentalmente.
Spazzatura.
Penso che sia giunto il momento di fare un passo in avanti ed assumermi la responsabilità di allargare la famiglia e condividere i miei spazi vitali con qualcuno da coccolare e strapazzare a dovere...
I candidati sono:
1) Bengala
3) Devon Rex
4) Thai
5) Maine Coon
6) Rag Doll
Un mese per studiarne caratteristiche e informarmi: un impegno di quindici anni non è certo da sottovalutare...
Il solito viaggio del mattino, una piccola barca in un mare di umanità multiforme. A volte deforme, ad un semaforo con un bicchiere di carta in mano, tra afa e smog. Umanità rabbiosa, pronta a speronare un'altra imbarcazione durante un eccesso di competizione. Contatto fisico, indifferenza da una parte e dall'altra. Umanità triste nella sua routine, schiava del denaro e alla ricerca di un sogno a schermo piatto da 42 pollici. Umanità in guerra, bombardata da messaggi subliminali che esortano l'individuo a cercare la propria essenza in un allestimento differente dello stesso modello d'auto. Umanità sprezzante della vita altrui, umanità che guida in stato di ebbrezza derivata da telefonia mobile. Umanità ingrata, come se tutto fosse dovuto. Umanità?
Ripensandoci, l'unica scintilla di umanità che ho visto è stata negli occhi di quel ragazzo che, al posto di una gamba, aveva una zampa.
E tutto va alla deriva.

Il Catorcino a quattro ruote continua a dare segni di squilibrio... stavolta è la frizione ad essere agli sgoccioli. Sembra di guidare un Blazer degli anni 80 con cambio automatico, basta accelerare un pò e il motore va a 4000 giri, resta lì un pò, rombando esageratamente, per poi tornare a livelli normali. Mi sa che aspetterò settembre per la riparazione, sperando che resista... ma, date le spese continue, forse è il caso di mettere a budget una macchina nuova (dove per "nuova", si intende un usato con non più di cinque anni di vita).
Se solo fossi nato cent'anni fa, penso che mi sarei dato da fare per mettere su un allevamento di cavalli...
Sette giorni. Ancora sette giorni, in puro stile "The Ring". La stessa inquietudine strisciante, lo stesso destino incerto, lo stesso senso di rifiuto a tutto ciò che è già scritto. Continuerò a cercare di essere padrone del mio futuro e ad accettare tutto quello che non potrò cambiare.
Settimana impegnativa. Già.
Insonnia. Ormai ho perso il conto, non riesco più a quantificare le ore di riposo perdute, quelle che non si recuperano più. Ma per compensare questo dispendio di tempo, nell'ordine, ho passato la notte leggendo "Nascita di un Guru" di Takeshi Kitano finchè non ho capito più niente di quello che mi scorreva sotto gli occhi, sono diventato un esperto di televendite con Master in macchine digitali subacquee, piscine gonfiabili, panche per addominali, robot da cucina, automobili aziendali e a chilometri zero, orologi di dubbia qualità, tappeti persiani rarissimi, opere d'arte di illustri sconosciuti e gioielli venduti sottocosto. Non dimentichiamo le chat line erotiche, gli imbonitori del lotto e della chiromanzia, i film di serie Z, i prestiti a pensionati a tassi ignobili e le case vacanza per famiglie pseudoborghesi, quelle "vorrei ma non posso". Assimilate, meditate e digerite.
Se avete domande riguardo a uno qualsiasi di questi campi, sappiate che stanotte è nato un Guru...
Stasera e/o domani, vorrei essere qui. E non è detto che non ci vada. Sarebbe un ottimo modo per ricaricarsi, distruggendosi. Complicato eh? Eppure funziona benissimo!
Lavori da finire che si accavallano l'uno sull'altro, a dispetto della mia stanchezza e della mia conseguente flemma, nonostante una buona parte della popolazione sia già in ferie. Attaccato da colleghi pervasi da sacro fervore mistico-religioso-militare (manco fossero Navy Seals), ripiego strategicamente sulla mia postazione, difendendomi. Fuoco di copertura. Mi chiedo, che senso abbia tritarmi così i marroni su delle procedure che non ho creato io, sapendo già che, anche nell'improbabile caso che possano essere modificate, non sarò io ad occuparmene. Commenti stupidi a raffica al limite del mobbing e sventagliate di polemica gratuita che passano fischiando sopra il mio elmetto.
Signori. Questa non è più la mia Guerra. Mi limito alla sopravvivenza, come da manuale, su questo campo di battaglia martoriato dalle bombe. Ancora dieci giorni.
Dedicata a Te, che in questi giorni interminabili, non hai mai lasciato la mia mano...
E' meglio una delusione vera di una gioia finta
ma quando la delusione cresce la pressione aumenta
Sarà che la pioggia batte forte sulla mia finestra
Sarà che alla fine della notte mi chiedo cosa resta
Però poi arrivi tu ti siedi dove vuoi e butti giù
la mia malinconia di vivere e tutto sembra già
possibile per me
Preso dentro al buio che avanza
vieni tu a dare luce al mio giorno
Trascinato sotto dall'onda
ho rincorso il Mondo Nuovo
La tua mano tesa mi è apparsa
e adesso sto risalendo
Per favore non fermarti ora
Mio padre ha visto il primo uomo andare sulla luna
E ora che è gia il futuro più nessuno se ne cura
Capita che mi sveglio all'alba quando l'aria è fresca
pensando alle mie illusioni di un'estate ormai persa
Però poi arrivi tu ti siedi dove vuoi e butti giù
la mia malinconia di vivere e tutto sembra già
possibile per me
Preso dentro al buio che avanza
vieni tu a dare luce al mio giorno
Trascinato sotto dall'onda
ho rincorso il Mondo Nuovo
La tua mano tesa mi è apparsa
e adesso sto risalendo
Per favore non fermarti ora
Quasi mille miglia più lontano io sono
Bella mia sogna fino a quando io tornerò
Preso dentro al buio che avanza
vieni tu a dare luce al mio giorno
Trascinato sotto dall'onda
ho rincorso il Mondo Nuovo
La tua mano tesa mi è apparsa
e adesso sto risalendo
Per favore non fermarti ora
Neffa - Il Mondo Nuovo
Mi ero scordato quanto fosse bello aver la possibilità di muoversi in maniera autonoma, senza essere vincolati a niente e a nessuno. Tutti questi casini, tutte queste privazioni, hanno avuto l'effetto di farmi apprezzare le piccole cose a cui solitamente non faccio caso. A volte, una bella doccia di umiltà, ci vuole.
Libertà.
Per una volta, non scavo ma provo a risalire. Sperando di non scivolare.
Muoversi coi mezzi pubblici a Milano e dintorni è un'impresa massacrante. Carrozze dei treni e della metropolitana sovraffollate e bollenti. Sauna su rotaia, un vero centro benessere-malessere per migliaia di pendolari a modico (insomma) prezzo. Meno male che non mi capita spesso... ma per quelli che non hanno alternative? Inutile dire "usate i mezzi" quando il servizio è poco più di un trasporto per animali da macello. Boccheggio e rabbrividisco all'idea del viaggio di ritorno ma se tutto andrà bene, da domani, il catorcino a quattro ruote ricomincerà ad essere operativo. Poi sarà il turno di Auri... sperando che il danno non sia troppo grave.
Inizia a farsi strada nella mia testa, l'idea di un blog nuovo, a sfondo motociclistico...
Un lunedì diverso da tanti altri, finalmente oggi si rinasce. Posso smetterla di tirare la cinghia e sistemare un pò di casini. Non è molto, ma è un inizio, e voglio godermelo al meglio anche se le matasse più grosse richiederanno impegno fisico, mentale ed economico.
Ma, dopotutto, se è vero che i soldi non danno la felicità, è vero anche che è meglio piangere in Mercedes piuttosto che in metropolitana, no?
Scrivo. E così come scrivo, cancello tutto. Un altro fiotto di spermatozoi della mia mente che finiscono nel cesso. Tiro lo catenella dello scarico e li guardo scendere nell'oblio. Un altro aborto mentale.
L'ennesimo.
E ora, dopo una sveglia tra video musicali e tazze di caffè, vediamo come rimettere a posto tutti i casini della settimana. Ho bisogno di un mezzo di trasporto, di uno per comunicare e qualcosa da mettere sotto i denti nei pochi momenti in cui sarò a casa. Fortunatamente le rane nelle scarpe sono andate alla ricerca di un posto meno asciutto dove accoppiarsi (dopo essere state al sole per un giorno) e io, con "Enjoy the silence" dei Lacuna Coil nelle orecchie a volume sovrannaturale, sono carico e pronto ad affrontare la giornata.
Vediamo cosa ne salta fuori...
Basta sul serio. Chiunque tu sia, sei pregato di infilarti quella maledetta bambolina su per il culo. Non tanto per il diluvio universale che si è scatenato su di me ieri tornando a casa. Non tanto perchè il freno anteriore di Auri ha deciso di andare a puttane facendomi vivere qualche bollente momento di simpatico terrore in salsa SuperBike. Non me la sono presa nemmeno per il fatto di essere tornato dal garage a casa in stile "Cane Bagnato", appesantito da una decina di litri d'acqua, con le scarpe che gracidavano come rane in calore. Ma il fatto che il mio Bancomat non funzioni, proprio adesso che devo fare la spesa, prendere la lavatrice e riparare il mio attuale, unico mezzo di trasporto, mi sembra davvero un tantino esagerato.
Ricordati: chi la fa... l'aspetti! E quando lancio maledizioni, sono cazzi per tutti...
"Ho imparato ad amare, sorridendo,
le eternità, promesse e mancate
infiniti attimi di passione
naufragati, in tempeste di silenzio"
..........forse è meglio che sto zitto. Anzi, senza forse, sto zitto e basta..........
...ma ora? che faccio?
Ostacoli, ostacoli che mi si parano davanti, sempre più alti. Barriere all'apparenza invalicabili? Non importa. Scommesse dei bookmakers. Contro o a favore? Non importa.
Cavallo di razza o ronzino impertinente? Non importa. Io continuo, e continuerò a saltare.
E che gli imbonitori, patetici venditori di fumo e parole, mi stiano lontano. Sono ferrato bene. Scalcio e mordo. A prescindere dalla mia Genealogia.
...non aver saputo prima di questa scommessa. Con un'adeguata campagna informativa si poteva raggiungere l'obiettivo di rendere la finale ancora più interessante! (Più di così? Sì!)
Però possiamo rimediare con un altro fantastico concorso:
"Cosa avrà detto Materazzi a Zidane per farlo incazzare così?"