The quieter you become, the more you are able to hear...
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Più di *loading* neuroni bruciati
Ferie! Ferie! Ferie! Il modo ideale per recuperare le energie e ritrovare un po' di slancio. Passato il solstizio d'inverno, le giornate ricominciano ad allungarsi, il morale è alto e le cose da fare sono tante, tantissime!
E' tempo di vivere.
Buone Feste!
...e se riprendessi davvero a studiare? Se, al posto di ammassare intuizioni e conoscenze parziali, riorganizzassi il tutto e cercassi di farlo convogliare in una Laurea?
Uhm... uhm... uhm...
" Marla's philosophy of life, I later found out, was that she could die at any moment. The tragedy of her life was that she didn't "
Fight Club
Equilibrio (Necessito di).
Tra pacchetti regalo, spese folli e corse dell'ultimo minuto, il weekend è trascorso serenamente. Concerto fantastico dei Motel Connection di sabato sera, e domenica all'insegna del relax più totale. Ultima settimana lavorativa prima della pausa natalizia, Barcellona è sempre più vicina.
Non sembra vero. Eppure... tra poco si parte!
Anche oggi mi sono scordato a letto. Mah....
Per Te. E per Te soltanto.
Far away
This ship is taking me far away
Far away from the memories
Of the people who care if I live or die
Starlight
I will be chasing your starlight
Until the end of my life
I dont know if it’s worth it anymore
Hold you in my arms
I just wanted to
Hold you in my arms
My life
You electrify my life
Let's conspire to ignite
All the cells that would die just to feel alive
I’ll never let you go
If you promise not to fade away
Never fade away...
Our hopes and expectations
Black holes and revelations
Our hopes and expectations
Black holes and revelations
Hold you in my arms
I just wanted to
Hold you in my arms
Far away
This ship is taking me far away
Far away from the memories
Of the people who care if I live or die
I’ll never let you go
If you promise not to fade away
Never fade away...
Our hopes and expectations
Black holes and revelations
Our hopes and expectations
Black holes and revelations
Hold you in my arms
I just wanted to
Hold you in my arms...
Muse - Starlight
Ops... mi sono accorto per caso che siamo a Dicembre. E adesso che faccio? Qualche regalo per Natale dovrò pur prenderlo...
Forse è il caso di fare la lista, in puro stile Babbo Natale. E vedere cosa si può prendere.

Adoro passeggiare lungo i canali di Amsterdam durante la notte. Camminando sulla Damrak fino all’ingresso del Red Light District, immerso nel mio mantello nero, galleggio sicuro nell’umanità variopinta che mi circonda. Annuso, guardo, ascolto. Mi diverte. E’ facile trovare il vizio qui, e ancor più facile reclutare nuove schiere di anime per il mio Nero Signore…
Interagisco raramente con loro. Solitamente, rispetto il libero arbitrio. Ho imparato nel corso dei secoli che è molto più conveniente coltivare un’anima dandole l’illusione di poter scegliere il suo destino, convogliandone la vita attraverso pochi, significativi episodi, piuttosto che continuare a manifestarsi davanti a lei, invadendo le palizzate della sua sanità mentale. Con un po’ di furbizia, una volta messe le briglie alla sua vita, riverserà Ira sugli individui che la circondano, scatenando una reazione a catena praticamente incontrollabile. Un cane rabbioso.
La mia mano è la sua catena. Amon domina.
Basta scegliere bene il soggetto. I miei favoriti sono pochi, selezionati con criterio.
Entro nel quartiere rosso, schivando un gruppetto di ragazzi rumorosi e palesemente alticci. Ventisei anni fa, davanti a questo palazzo, proprio dietro quella vetrina con le tendine bianche, un ragazzo inglese uscito da poco di prigione per aver aggredito un poliziotto dopo una partita di calcio, spendeva le sue corone in quello che definiva “entertainment”. Un paio di birre doppio malto, una canna di libanese, e una bella scopata era il suo modo ideale per chiudere in bellezza una vacanza dissoluta prima di tornare a Londra. In questo caso, con una ragazzetta spagnola di nome Carmen, arrivata da poco in Olanda, per sfuggire a una vita disperata. Peccato che, per lei, creatura priva di talenti, ci fosse soltanto la prostituzione. Nessuna altra scelta.
La vicenda mi aveva interessato, data l’aura violenta che circondava il giovane inglese. Feci in modo che in quell’incontro Carmen rimanesse incinta: cattolica convinta, non avrebbe abortito quello che sarebbe diventato il mio Prediletto. E così andò: nove mesi dopo partorì Izaak, Izaak Rodriguez, un bambino sano e di costituzione robusta, proprio come il padre.
Dopo il parto, gli affari per Carmen iniziarono ad andar male: feci in modo che non riuscisse a perdere i numerosi chili accumulati durante la gravidanza e il suo corpo perse quelle forme che facevano impazzire gli uomini e che avrebbero permesso a lei e al piccolo di vivere con dignità. Si ritrovò presto a dover allacciare una relazione con Gus, un uomo molto più vecchio di lei, un essere dall’atteggiamento sadico e con problemi di alcolismo ma che poteva provvedere al loro sostentamento, nonostante le liti e i maltrattamenti che si riproponevano quasi ogni sera.
Nei cinque anni successivi il rapporto tra la madre e il figlio si rivelò difficile da sciogliere. Il mio piano rischiava di andare a fondo dato che Carmen, nella sua solitudine, riversava sul piccolo Izaak tutto l’affetto che non aveva ricevuto nella sua infanzia. Lo stava rendendo un Agnello. E questo, non potevo permetterlo.
Non ebbi altra scelta che farla sparire dalla scena. Durante una lite che si perpetrava già da più di mezz’ora, guidai la mano ebbra di Gus che impugnava un rasoio, verso la gola di Carmen. Dopo tutta questa miseria, le concessi una morte rapida. Ma prima che la polizia sfondasse la porta e crivellasse l’assassino di colpi, l’uomo si accanì su Izaak, sfregiandogli il volto.
Il più era fatto. La perdita della madre, lo sfregio sul volto, le sue origini, il sangue misto e la solitudine. Sarebbe diventato rabbia pura. La ricetta perfetta.
Sono passati 19 difficili anni da quel giorno di lutto. Ora lui, Izaak, sta uscendo dal retrobottega di quel coffee shop all’angolo della via. Lo guardo con affetto, come un padre davanti al figlio che muove i primi passi: sarebbe anche un bel ragazzo se la guancia non fosse rimasta così segnata ma tutto questo è accaduto per un fine superiore e, nel tempo, capirà. Supera il metro e novanta, e i cento chili di suo padre, di cui ha preso anche gli occhi verdi mentre i capelli lunghi scuri, fitti, lisci, sono quelli di sua madre. Lineamenti duri, scolpiti nell’acciaio, che poco si addicono alla suo attuale lavoro di fotografo.
Gli è stato portato via tutto e lui, appena l’occasione si presenta, porta via tutto quello che può agli altri. L’orfanotrofio prima e il riformatorio poi, lo hanno plasmato ancor di più, secondo i miei voleri. Più di una vita è andata distrutta dopo che le foto compromettenti per le quali ha un talento naturale, sono arrivate nelle mani, di mogli, madri, datori di lavoro. Semina rabbia, dolore, disperazione con una velocità sbalorditiva. Disgrega famiglie. E’ il suo hobby e io sono fiero di lui.
Ma dove va adesso? Si allontana velocemente, fischiettando. Lo seguo, sotto la pioggia fitta e lieve che mi punge il volto, mentre si inoltra nei vicoli bui, illuminati solo dalle luci rosse sopra le porte, tra turisti alla ricerca di amore facile e ragazzi usciti dalle discoteche. Ha un sorriso strano sul volto e, a parte l’immancabile macchina fotografica al collo, nelle mani stringe un pacchettino. Gira l’angolo, si ferma davanti a una porta di vetro e bussa, tre volte. Mi fermo ed osservo.
Una ragazza bionda gli apre la porta. Sorride dolcemente e lui ricambia, con un’espressione che non gli ho mai visto sul viso.
Carnagione chiarissima, occhi verdi, viso da bambola, labbra rosse come ciliegie mature.
Bellissima
Proprio come un...
NO!
RABBIA. RABBIA. RABBIA. RABBIA. RABBIA.
Conficco le unghie nel palmo della mia mano fino a sanguinare. Il sangue, nero, scende copioso. Acqua e sangue.
Maledetta. La pagherai. Mi vendicherò. Mi vendicherò.
La Regina Bianca ha mangiato il Mio Alfiere.
Un telegiornale del mattino.
Italia. Iraq. Iran. Cile.
Contestazioni più o meno violente. I popoli non si riconoscono nelle decisioni dei loro leader. Tutto questo è preoccupante. Molto preoccupante.
Dopo uno splendido, lungo weekend a base di tranquillità e di vita sociale, si torna a fare i conti con la vita quotidiana e le spese dell'ultimo mese dell'anno. Un bagno di sangue. Difficile rialzare la testa, soprattutto se continuano ad arrivare bollette, bollettini ed affini. Si resiste comunque, stoicamente. Anche se non sarebbe male riuscire a liberarsi di queste catene per provare a crearsi un futuro a misura d'uomo...
...e continuo a dormire. Che è meglio.
Settimana corta. Lunga lista di cose da fare. Meglio attivarsi.
E' un Datch Forum gremito in ogni ordine di posto ad attendere i Muse nel loro Supermassive Black Hole Tour e la band inglese ripaga ogni aspettativa attraverso il "Concerto Perfetto" che non ha fatto rimpiangere nè la spesa per il biglietto, nè la mezz'ora di ritardo sull'orario previsto.
Perfetto. Perfetto il pubblico che partecipa attivamente alla magia della serata. Perfetto il gruppo che incanta con la magia delle sue note e della voce di un Matthew Bellamy in gran forma, che va ben oltre le aspettative sorpassando perfino la registrazione in studio. Perfetto il palco, enorme e ben allestito con un uno magistrale ed artistico di led e fibra ottica che regala uno spettacolo futuristico di grandissimo livello.
Le sonorità della band sono originali e coinvolgenti, si parte con un intro fantastica (anche se forse, "biblica" è l'aggettivo piu' adatto) come "Take a Bow", saltando da "Supermassive Black Hole" a "Starlight", per poi ricalcare pezzi più datati, ma che portano l'intero palazzetto a saltare, senza più controllo. C'è tempo anche per la maestria di Matthew al pianoforte per poi chiudere in grande stile, energicamente, tra fumate vulcaniche con "Knights of Cydonia"...
Mi inchino dinanzi a sittanta maestria musicale. Perchè in questo caso (e capita sempre meno) si parla di musicisti.
Veri.
Troppo da fare, non riuscirò a chiudere tutte le attività entro domani... ora tutto diventa una questione di priorità da concedere o togliere. In più avrei una recensione da fare, spero di riuscire a pubblicare il post entro stasera. Sempre che io riesca a stare a galla in questo mare di traduzioni, volantini e schede tecniche.
Un bagno di sangue. Aiuto!
Più ambizioso. Più grande e più complesso di qualsiasi cosa che abbia mai pensato finora. Tempo da investire, tanta dedizione, tanto lavoro. Ma non sarei da solo ad affrontarlo, e un eventuale successo segnerebbe la svolta totale di tutta una vita. Per tutti noi.
Forse, si farà. Noi ci proviamo!
Ora parte lo studio di fattibilità. Capitale. Risorse umane. Tempo.
Telefonate da fare, immobili da vedere, mani da stringere.

Umani.
Vi osservo da sempre.
Mi stupite da sempre.
Passate la vostra misera esistenza a chiedervi il senso della vostra vita terrena senza nemmeno sospettare quanto siete infinitamente piccoli.
Vi credete grandi.
Mi dispiace deludervi ma non siete altro che il nostro divertimento. Il nostro Gioco. Una scacchiera immensa manovrata dal Grande Bianco e dal Grande Nero. Lo Yin e lo Yang, il Male ed il Bene. La Luce ed il Buio.
Angeli e Demoni.
Tendete a distinguerli, ad opporli, ma in realtà il Bianco ed il Nero vivono in simbiosi. Se poteste vederli, probabilmente li definireste "amici per la pelle".
Bè. Oggi il Grande Nero non c'è. Al suo posto, ci sono io, Amon. Demone dell'Ira.
Il Grande Nero è stanco di giocare, e mi ha dato il noioso incarico di trovare in ventiquattro ore un umano che possa mantenere la partita in equilibrio per un pò. Cinquant'anni forse. O forse una vita non basterà e dovrò scendere ancora tra di voi e trovare un altro "Libra". L'Uomo in cui il Bianco ed il Nero coesistono perfettamente.
Una semplice pausa nel gioco.
So già dove trovarlo. Inutile cercare tra quelli che definite "Potenti": i politici sono corrotti, i capi di stato non sanno nemmeno cosa possa voler dire "neutralità", agiscono solo per interesse personale e per quello di piccole cerchie di Eletti. Ma Eletti da chi, ve lo siete mai chiesto?
L'Uomo che cerco, il "Libra" si chiama Johannes. E' Sudanese. Vive nel Darfur. E' un uomo che sa cosa vuol dire uccidere un altro essere umano ma non lo fa per invidia. Non lo fa per soldi. Lo fa per sopravvivere allo sterminio perpetrato dal suo stesso Governo nei confronti del suo popolo che vive in una regione dove la vita vale poco. Troppo poco. E' amato dalle persone che gli stanno accanto perchè rappresenta la loro speranza di sopravvivere un altro giorno, non importa come. E' capo del Fronte di Resistenza, un gruppo di ribelli per i quali il fine giustifica i mezzi.
Pura, semplice sopravvivenza. Il suo scopo sarà quello di fare in modo che l'essere umano possa continuare a sopravvivere, sarà un nuovo Adamo.
E' lui il Leader. Gli conferirò il Sapere, la Scienza, le conoscenze necessarie perchè possa continuare ad agire in maniera neutrale senza chiedere nulla in cambio.
A parte un piccolo tributo di vite, ovviamente.
Il Grande Nero ha chiesto che l'equilibrio non venisse intaccato ed io eseguirò i suoi ordini. Alzate gli occhi ora. Se vedete il cielo diventare rosso sangue, è perchè una pioggia di fuoco sta per abbattersi su di voi.
Sodoma e Gomorra.
Se si oscura, potrebbero essere le cavallette che tempo fa hanno messo in ginocchio i Faraoni. Tempeste di sabbia, tsunami, terremoti, userò tutti i miei poteri per sterminarvi finchè non sarete ridotti all'uno per cento della popolazione mondiale, ma sceglierò con cura le mie vittime.
L'equilibrio esistente tra il Bene e il Male non verrà intaccato. Sarete solo in meno a contendervelo.
Molti di meno.
...oggi potrei scrivere per ore ed ore senza fermarmi! Sono di ottimo umore, una specie di vulcano di idee che ribolle in continuazione!
Nonostante la caldaia di casa faccia un rumore che lascia presagire che ci sia una costosa manutenzione da fare...
Nonostante la signora del piano terra che mi ha fatto notare che durante la notte l'antifurto della mia auto inizia a suonare a volume intollerabile da almeno un paio di giorni, segno che l'impianto elettrico ha problemi più grossi di quelli che pensavo...
Nonostante il muro di macchine che ho trovato in qualsiasi direzione per recarmi al lavoro...
...nonostante tutto... ci sono! Caricatemi pure il mondo sulle spalle, oggi lo porto io!