The quieter you become, the more you are able to hear...
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Più di *loading* neuroni bruciati
Conoscere, confrontarsi, presentare, comunicare, interagire. Sto imparando a vedere tutte queste attività da un'angolazione nuova.
Un'angolazione migliore.
Se mi avessero dato dieci frustate, forse avrei meno segni sulla schiena di quelli che mi sono andato a cercare girando ieri in pista. Due distrazioni (di cui una colossale) e mi son ritrovato nel bel mezzo di un cumulo di gomme. Un bel frontale e una bella botta sul fianco. Un vero genio del kart.
Risultato? Non posso nemmeno appoggiarmi allo schienale senza ululare... e a breve c'e' la gara di endurance...
L'unica cosa buona è che ho abbassato il record personale di più di un secondo. Sono (quasi) a livello degli altri pazzi. Distrazioni a parte, ovviamente.
Mutazioni. Mutazioni continue e costanti nell'estremo tentativo di trovare qualcosa che mi regali emozioni. Che possa impegnare il mio tempo, che mi appassioni e che stimoli la mia mente in maniera continua e colorata.
Diciotto - Mezzanotte. Orario critico.
Lunedì - Martedì - Mercoledì - Giovedì. Giorni incriminati.
Ventiquattro - Le ore settimanali da impiegare. L'equivalente di tre giorni lavorativi.
Tanto tempo male impiegato. Troppo.
Come troppe sono le cose rotte, non riparate. Troppi ripensamenti e troppe attività rimandate. Ricomincio da qui. Dalla ricerca di una maturità negli impegni.
Com'è possibile che ogni venerdì la scrivania, invece di svuotarsi, si riempia di cose da fare?!
Tra i Superpoteri che ho sviluppato negli ultimi periodi, ce n'è uno utilissimo che mi consente di muovermi via terra, in assoluta sicurezza e con qualsiasi mezzo: il pilota automatico biologico.
Non importa quali siano le mie condizione psicofisiche e quelle dell'ambiente circostante, prendo coscienza del viaggio appena fatto solo nel momento in cui scendo dal veicolo. Durante il tragitto infatti, assumo un'espressione assente e non reagisco agli stimoli esterni. In condizioni normali la mia guida sarebbe furiosa e competitiva, ma quando il pilota automatico e' ingaggiato, riesco ad evitare al resto del mondo una sequela di insulti, bestemmie, gesti e inviti (a scendere dalla macchina per discutere faccia a faccia) e mi muovo in maniera pulita verso la mèta.
Tuttavia, oggi, qualcuno è riuscito a scalfire il mio Superpotere. Passando per un grosso svincolo stradale, attendendo di immettermi in una rotonda a due corsie, mi sono trovato accanto a un piccolo furgoncino che trasportava sul sedile posteriore una ragazza disabile. Mi ha guardato, quasi sorpresa dal fatto che fossì lì accanto, e ha iniziato a salutarmi con la mano, con un'energia inusuale, come se un "ciao" ad un automobilista sconosciuto fosse l'operazione più importante del pianeta Terra. Non ho potuto fare a meno di sorridere davanti a tanto entusiasmo, ho ricambiato il saluto con la mano e l'ho guardata sfilare avanti nel traffico a bordo del furgoncino bianco.
Il Superpotere di questa ragazza mi ha schiacciato. Neanche il freddo pilota automatico è riuscito a restare indifferente e ha sfoggiato un sorriso che è fiero di portare in faccia ancora adesso...
Ecco, un bel respiro profondo.
Mai come ora, ho avuto la certezza di poter trasformare idee in realtà. L'entusiasmo regna sovrano in questa piccola persona che arranca, incespica, sbaglia, cade ma si rialza sempre. Ho sempre più fiducia in me stesso e nelle persone che hanno la pazienza infinita di starmi accanto.
Mi sto nutrendo anche di questo, e, giorno dopo giorno, cresco. Più grande, più forte. Forse, gli obiettivi che mi sono ripromesso di raggiungere prima della fatidica scadenza dei 30 anni, non sono così lontani.
Forse posso davvero farcela. Sì.
...così ci butto dentro tutte queste idee che non mi danno tregua...
Lavoro. Mi perdo in un mondo incantato fatto di parole e immagini. Sono diventato l'anello di congiunzione tra idee di carta e il consumatore finale, un ruolo che sta assumendo una nuova, esaltante importanza. Comunico in più lingue, a livello mondiale. Ricevo domande, risposte, immagini, commenti... in tutte le sfumature di colore che questo pianeta ha da offrire.
Senza confini.
Sono parte del mondo, e il mondo ora, è parte di me.
Ho sempre creduto (e ancora adesso ne sono fermamente convinto) che in ognuno di noi si nascondesse un Genio, un talento Unico al Mondo, con una specialità fatta su misura per Lui. E' un'affermazione azzardata, lo so, ma non fraintendetemi. Con questo, non intendo certo che il mondo sia pieno di Leonardo da Vinci o di Pablo Picasso, sarebbe sicuramente di grande impatto estetico e molto creativo ma alla lunga diventerebbe tremendamente noioso. Io intendo semplicemente che, da qualche parte, su questo pianeta, c'e' Qualcuno che sa fare Qualcosa, meglio di chiunque altro. Potrebbe essere dirigere un Colosso Bancario, come dirigere il traffico a Palermo nell'ora di punta. Ruttare a un volume esagerato bevendo una Pepsi o fare la torta di mele più buona della Terra. Fare foto che toccano l'anima o uccidere altri uomini con un solo colpo della pistola d'ordinanza. Ingurgitare decine di pastiglie d'ecstasy in una sola sera, oppure saper far tornare il sorriso sul volto di un bimbo, dopo che ha visto morire i suoi genitori in una guerra non sua.
Un Genio. Uno soltanto.
Ma ben nascosto. E il mio non so nemmeno dove iniziare a cercarlo.

Alto stavo, sulla torre di Dite,
quand'ivi giunse Pluto, fedele messo
dall'aria scura, le mani ferite
gridando: "Amon, è giunto qui, adesso
il famoso Poeta, di nome Dante
richiede una guida, che sia lo stesso
padrone del giron d'Ira fumante"
"Ora, Pluto, mostrami il mortale,
e veder gli faro' chi è qui il regnante"
Così andai, all'incontro fatale
tra me e il Poeta, senza indugiare,
scendendo giù, nel regno del Male.
Eccolo qui, non riesce a parlare
il misero umano, davanti agli artigli
e alle ali mie, continua a tremare.
"Vieni Poeta della terra dei Gigli,
ti condurrò attorno alla Stigia
senza che alcun dannato ti pigli"
L'acqua è nera, e un anima grigia
d'Ira, lo afferra e lo tiene
stretto, ma Amon non indugia
e spezzando man e catene dannate
sorride al Poeta, come nulla fosse,
tra l'urla alte dell'anime malnate.
"Ora mio Dante, dalle vesti rosse
rimembri quel giovine che anni fa,
hai ucciso e mandato in queste fosse?
Lui è qui, per cio' che tu facesti
e io anelo il prestigio d'aver qui
un'anima colta, e che qui resti
a narrar le mie imprese, dove nacqui,
quante anime spazzai, e il mio potere
di oscur dimonio" e dopo tacqui
spingendo la sua gola a bere
le putride acque, senza fatica
alcuna, e donandomi piacere.
Il Poeta, inerme come formica,
sente la vita sfuggir, e morente
esclama "che Iddio ti maledica".
Già fatto Poeta. Già Fatto.
Ho il cervello in stand-by. E non so nemmeno se sia il caso di riaccenderlo o lasciarlo lì a vegetare, ancora per un pò. Troppi pensieri potrebbero sovraccaricare il sistema e rovinarne l'equilibrio, meglio optare per la salvaguardia dello stesso.
Sarà una settimana densa di eventi.
Accendere?
O attendere?
Ho scritto. Ho cancellato. Ho riscritto. E mi va benissimo così.
Annegato in un mare di varia umanità, ho trascorso giornate infinite tra domande e risposte. Ho sentito la necessità di fare un pò di calcoli, un bilancio. Fortunatamente, è rassicurante.
Consapevolezza. So chi sono. So cosa faccio, cosa devo fare e so dove voglio andare. Sono contento di quello che faccio.
So che posso fare di più.
Ma senza affanni.