Gone with the flow - RegoleZero
Time is running out...
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Più di *loading* neuroni bruciati
""L'amore non è già fatto. Si fa.
Non è un vestito già confezionato, ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.
Non è un appartamento "chiavi in mano", ma una casa da concepire, costruire, conservare e, spesso, riparare.
[...] è lungo tragitto di fiume dai molteplici meandri, qualche volta in secca, altre volte traboccante ma sempre in cammino verso il mare infinito"
Michel Quoist
Oggi è una di quelle giornate nelle quali il mondo sembra essersi coalizzato per farmi girare le palle... ma pensando alle ferie imminenti, quasi quasi riesco a fermare questo moto vorticante di testicoli e a concentrarmi su altre faccende, più importanti, più rilassanti e sicuramente meno dispendiose in termini di energia.
Devo dire che sono contento che l'esperimento sulla Paura abbia avuto un buon riscontro di pubblico. Il primo, indispensabile passo è stato fatto. Sto organizzando le idee, ogni giorno ho uno spunto in piu' che prende forma, come una piccola scultura di sapone. Inizierò a breve a scrivere il primo racconto, anche se, al momento, non so se seguirò l'ordine cronologico dei commenti. L'ispirazione è casuale, dettata dall'altalena di stati d'animo di questo periodo e non voglio forzarla. Voglio che sia libera. Dato l'impegno preso, comunque, cercherò di non adagiarmi sugli allori, anche se potrebbero saltare fuori dei piccoli Mostri di Frankestein di più di qualche pagina...
Ad ogni modo, vi ringrazio. Vorrei riuscire a partecipare di più ai vostri commenti, a comunicare meglio con tutti voi. La comunicazione bi-direzionale porta sempre ad una crescita, a un confronto utile. Libero. In questo periodo mi riesce difficile, ma ci sto provando. E ci riuscirò, promesso.
Spengo il ventilatore che ho tra le gambe e ricomincio la mia delirante attività.
GiraGiraGira Gira Gira Gira Gi...
"Il male non è soltanto di chi lo fa: è anche di chi, potendo impedire che lo si faccia, non lo impedisce"
Tucidide
Negli ultimi tempi, mi sono spesso ritrovato a ragionare sul mondo che mi circonda in maniera più profonda di quanto abbia fatto in passato. Ho speso ore ed ore a cercare di capirne i meccanismi, a sfilacciare quelle reti invisibili che ci imprigionano lasciandoci solo l'illusione di essere liberi.
Dov'è che finisce il vero senso di libertà? Cosa ci limita, cosa ci impedisce di superare le nostre barriere?
Ho trovato solo una risposta.
Paura.
Da sempre, l'uomo è prigioniero delle sue Paure. Paura dei giudizi, delle situazioni, delle differenze. Di tutto quello che non può o che non riesce a capire.
Nasce strisciando sotto forma di Indifferenza, si sviluppa e cresce. Diventa Diffidenza, Intolleranza. Odio.
Fiorisce, putrida, in Paura.
Perchè? Vorrei capirlo attraverso un piccolo esperimento. O un gioco se preferite. E' un pò di tempo che non scrivo dei racconti perchè non riesco a concentrarmi. A trovare un'idea da sviluppare.
Datemele voi.
Commentate questo post raccontandomi la vostra più grande Paura.
Io cercherò di darle forma, tenterò di trasformarla in un racconto. E cercherò di superare i miei limiti.
Che l’esperimento abbia inizio…
E' tempo di esperimenti. Un modo intelligente per riempire queste notti troppo bianche per essere riposanti.
Cambiamenti, interattività. Gli stati di disagio generano una creatività dettata dal bisogno di esternare.
Io cambio.
Il blog mi seguirà in questa metamorfosi. Spero continuerete a seguirmi anche voi.
Sapete, potrebbe diventare addirittura... interessante!
Niente da fare. Mi giro e mi rigiro nel letto fino a consumarmi, il caldo non mi dà tregua e l'insonnia torna ad essermi amica nonchè compagna fedele nelle mie notti bianche. Forzate.
Ovviamente, meno dormo, più sono nervoso. Più sono nervoso, meno sono accomodante.
E tutto questo può essere un problema.
Televisione.
Distributrice capillare di paura, diffidenza, odio e stupidità.
Ho deciso di tenerla spenta ad oltranza, non voglio che possa farmi più danni di quelli che già mi ha causato: ho scelto di non essere più una vittima di questa lobotomizzazione di massa che sta andando avanti da anni. Anzi, decenni.
Voglio usare la mia testa per valutare. Voglio guardare i miei film, quelli veri. Voglio essere libero di pensare e spezzare tutte le catene dei pregiudizi che un sistema sbagliato vuole stringermi al collo.
Voglio lasciare la TV spenta con unica eccezione per i sempre più rari documentari. Quelli che fanno sognare di viaggiare per vedere le meraviglie e gli orrori di questo mondo con i propri occhi.
Il resto, è merda. Concime letale e corrotto per il cervello. Ma non per il mio. Non più.
Caldo. Troppo caldo. Accompagnato da un senso di umida oppressione, scambierei volentieri i miei sgangherati polmoni con delle più pratiche branchie. E come molecole eccitate dal calore, i miei neuroni cozzano l'uno contro l'altro provocandomi disagio.
Ansie. Paure. Senso di soffocamento mentale.
Cerco di proiettare acqua nei miei pensieri. Vita concentrata in piccole, fresche gocce. Provo a rinascere nuovamente, a cercare uno scopo e un traguardo senza perdere di vista ciò che mi circonda.
Con l'estate, finirà anche la stasi. Sì, finirà.
"...in qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l'altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi..."
Una piccola parte dell'Antico Giuramento di Ippocrate.
Un mondo dove i medici vengono meno a dei princìpi fondamentali della loro professione, dove il matrimonio non vale più di un conto corrente e di un assegno di mantenimento, dove calpestiamo la memoria di quei ragazzi morti per creare l'unità di un Paese nel quale le forze politiche sanno solo sputarsi addosso.
Cosa ci resta? Che senso ha giurare il falso? La solennità di un atto trasformata in banalità sembra essere diventata la prassi quotidiana.
Mantenere la parola data. Impegnarsi. Rispettare. Curare. Tra poco, queste piccole parole spariranno perfino dai vocabolari di tutto il mondo. Ed è solo colpa nostra.
Migliore. Ecco come mi sento da qualche giorno a questa parte. Non saprei nemmeno dire come o dove, ma so che è così. Vedo il mondo con occhi diversi, più puliti. Sento di aver avuto bisogno di scrollarmi di dosso una buona dose di ansie di varia provenienza per arrivare a questo stato di grazia. Una bella pulizia.
Lavoro col sorriso. Comunico col sorriso. Cerco di guardare più in là senza perdere di vista ciò che ho sottomano.
So che c'è più di quello che vedo.
E mi tengo impegnato... oh sì! Senza nemmeno accorgermene mi ritrovo ingarbugliato in tanti eventi sportivi. Un pò di cinema. Feste e sagre di paese. Piccoli concerti. Con pochissima spesa ho la ricetta per una felicità così semplice e efficace da lasciarmi senza parole.
Funziona davvero. E' una ricetta che funziona davvero.