Gone with the flow - RegoleZero

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martedì, 29 luglio 2008
Occhi aperti

Non dormo più. Non ne ho bisogno. La notte è mia amica, è piena di cose da fare, di progetti da portare avanti, di pensieri da scrivere, di attività da organizzare. Non dormo più e non mi pesa affatto. Se la giornata ha cento tasche, la notte ne ha mille. E le sto usando tutte.

La serata di ieri è stata magica a suo modo. Forse avrei potuto giocarmela meglio, ma arrivare al tavolo finale e finire nei premi nonostante l'agguerrita concorrenza è stata una soddisfazione e una conferma di qualcosa che già intuivo. Ricevere complimenti sinceri è ancora meglio, uno stimolo a dare il massimo. Ora che sono ufficialmente nel club, posso cominciare a scalare. A farmi un nome, a cercare la vetta. Ed è bello sapere che riesco a coinvolgere le persone che mi stanno vicino, persone fantastiche che non hanno paura di provare, di buttarsi in un ambiente che non è il loro ma che le accoglie a braccia aperte.

Tutto
molto
bello.

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lunedì, 28 luglio 2008
Magnetismo animale!

Riscopro abilità innate che pensavo perdute. Il letargo è finito, la sfera sociale si è ingigantita e non accenna a fermare la sua crescita. Si espande al punto di farmi sentire euforiche vertigini, un' estasi continua che sta occupando attivamente ogni piccolo segmento delle mie giornate.

Ascolto, confronto, comunico.
Torno a essere il piccolo centro caldo del mondo.

Ho dovuto lavorarci con fatica per mesi dopo aver sacrificato tutto, modificare concetti che per quanto affascinanti, mi sono stati passati da persone che non ci credevano veramente. Predicatori dell'era moderna, sicuramente colti, fondamentalmente vuoti.

Parole.
Soltanto.
Parole.


Concetti mai messi in pratica e pertanto non degni di essere coltivati.

Applicando la praticità, riscopro la Vita. Ogni giorno mi trovo in situazioni di importante scambio di energia. Un dare che è sempre corrisposto: considerazione, stima, rispetto. Affetto vero e un pizzico di alchimia ancora non definita.
Dormo tre ore per notte e va benissimo così. Il fisico risponde all'allenamento, la mente è sempre all'erta.

E allora si riparte! Dai concerti all'aperto con persone deliziose, dai falò con chitarra e sbronza collettiva, dalle gite in moto rese possibili grazie all'altruismo di chi nemmeno conoscevo e che mi ha dato tutto senza chiedere niente, dagli incontri piacevoli che nascono spontanei e dalle piccole cose. Proprio quelle di cui si dubitava fossi capace.

Ora nessuno è escluso: nessun ostracismo, nessun preconcetto malato, nessun muro invisibile da abbattere. Solo essenze di Persone Vere che non si perdono in puttanate ma scelgono di crescere davvero, senza rintanarsi dietro specchietti per allodole.

Sono Vivo. Forte.
Il ruggito di dolore ha ricreato un mondo su cui torno a regnare.

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lunedì, 21 luglio 2008
It's better than I ever knew!

Ancora quattro giorni d'attesa. Quattro giorni per tornare a domare più di cento cavalli. E due ruote.

Auri torna a vivere e io con lei.

Ancora una volta è l'adrenalina a chiamarmi, un canto di sirena - ruggito mostruoso - al quale non posso sottrarmi. Ancora una volta, la mia vita scorrerà veloce su un nastro nero.

Verginità ritrovata su binari d'asfalto.

Posso ridere di tutto. Coincidenze, destino. Cazzate. Sono padrone di me stesso e voglio bermi la vita fino all'ultima goccia senza smettere di sognare. 
E di osservare attentamente. Anche se basta un istante e non sono più.

Qui.

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sabato, 19 luglio 2008
Le porte della percezione

"Se le porte della percezione fossero aperte e sgomberate, ogni cosa apparirebbe chiara così com'è, infinita"

William Blake

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citazioni

giovedì, 17 luglio 2008
Mattone su mattone

Spazzo via i detriti. Ricostruisco il mio muro. Più alto, più forte, più resistente. Quando assaggi la lama del coltello, a fondo tra le scapole, l'istinto suggerisce di ricrearti una tana dove nessuno possa entrare a ferirti a tradimento. La tana è spoglia, spartana. E lo sarà sempre più, liberarsi del superfluo è ora una priorità.

Rigenerarti, diventare più forte e meno vulnerabile. Più cinico ma più maturo. Più capace di distinguere tra piccoli e grandi animali. Più consapevole del fatto che essere più forti vuol dire anche comprendere e compatire. Con la conoscenza acquisita, tutte le previsioni fatte si realizzano, puntualmente e anche questi giorni non fanno eccezione, in nessun campo. 

Il viaggio riparte. Questa volta mi porterà lontano. Lontano dalla vigliaccheria, lontano da tradimento, paura, incoerenza. Seguo la via del guerriero, dove il confronto diretto non è temuto ma cercato. Dove il valore si misura mettendoci la faccia, senza nascondersi dietro segnali convenzionali da interpretare seguendo linee contorte e malate.

Liberarsi della zavorra prima di prendere il volo. Se il muro non crolla per tutte le tempeste della vita, trasformerò la mia tana in un hangar.

Due tappe, due anni. E quando si fanno decisioni importanti, non ci si può permettere di essere fragili. Troppo facile.

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mercoledì, 16 luglio 2008
Uno di quei giorni in cui...

...vorresti portare indietro le lancette dell'orologio. Porre rimedio ai piccoli errori di una vita passata. Fare una domanda in più, un piccolo gesto di cura capace di generarne infiniti altri a catena, da una parte e dall'altra. Senza incomprensioni.
Ci sono giorni in cui vivi due vite parallele. Una reale, una di fantasia.

Una pesante nonostante la leggerezza e la superficialità di tutto quello che è materiale. Quella della stanchezza, dei conti da pagare. Dei compiti, degli arrampicatori sociali, dell'egoismo nervoso..

Una di fantasia, dove la comprensione, la fiducia e il sentimento portano a comunicare, intrecciarsi e fondersi. A capire gli errori. Ad affrontare tutto con il sorriso perchè si ha già tutto quello che si possa desiderare. Perchè basta prendersi le mani e guardarsi negli occhi e chiedere, chiedere, senza vergogna, ogni volta che qualcosa non va...

Oggi voglio vivere nella fantasia. Abbandonare il reale, pensare che sia stato in un incubo... un incubo che abbia sancito una nuova nascita, un nuovo inizio.
E voglio piangere. Piangere finchè il cuscino non tornerà ad essere pulito. Le lacrime risaliranno verso gli occhi, li asciugheranno. Gli occhi torneranno a ridere. E il tempo tornerà a scorrere da quel momento.

E tutto cambierà.

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martedì, 15 luglio 2008
Pressione...

E' immensa la pressione che trasforma il vile carbone in puro diamante...

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giovedì, 10 luglio 2008
Non mi ero mai fermato...

...ad ascoltare con il cuore "Ho perso le parole" di Ligabue. Oggi l'ho fatto, spostandomi  con aria indifferente da un corridoio all'altro. Seguendo gli altoparlanti per non perdermi strofe e note, mascherando l'aria pensierosa in mezzo a scaffali di materiale elettrico.

E' incredibile come a volte sembra che le canzoni ci colpiscano, ci sorprendano e ci avvolgano come una seconda pelle. Talmente aderenti da lasciarci in silenzio.

E finalmente, ho perso le parole.

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martedì, 08 luglio 2008
You have to learn to crawl, before you learn to walk...

E così l'Uomo neonato cominciò il suo cammino strisciando. Costretto a vedere cose che avrebbero fatto impazzire qualsiasi essere senziente, strisciava da leone, senza curarsi delle piaghe che si aprivano su gomiti e ginocchia.
Con la dignità di una bestia ferita.

La rabbia è mia amica. Ieri ho dimostrato a me stesso di poterla controllare. Di riuscire a fare la cosa più difficile. Non aggredire. Fare a pezzi la iena sarebbe stato fin troppo facile, la forza è moltiplicata dal dolore dell'anima. Quello fisico, nemmeno lo sento più.

Costretto a vivere in un mondo dove la menzogna domina, dove il furbo sopravvive, dove il sacrificio perde ogni minimo significato, trasmetto il rispetto restando nell'ombra. Rispetto le scelte, faccio l'estremo sacrificio di essere invisibile. E ovviamente, senza il leone, tutti si sentono al sicuro. Tutti si sentono salvi e forti. E ricominciano a tramare. Ma io so. Cresco. Mi rigenero. Guarisco e non posso fare a meno di notare di avere il dono di poter prevedere comportamenti e abitudini. Carattere e indole. Basta un'occhiata e la mia vista è aguzza ora, quasi insopportabile.

Non sbaglio in questo. Non sbagliavo nemmeno nella vita precedente.

Tutto questo ad ogni modo non conta più. Tutto quello che accade ora, è nuovo. Valuto tutto da zero. Ho compassione dei piccoli esseri. Forse un giorno cresceranno, forse no. Ad ogni modo, i valori che li muovono, non sono i miei. Sono troppo facili.
E tanto mi basta.

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domenica, 06 luglio 2008
Passaggio di proprietà

Il proprietario di questo blog è già morto una volta, sapete? Era un ragazzo come tanti altri, senza nessuna particolare abilità, che ha vissuto i primi trent'anni della sua vita senza uno scopo preciso. Ma sognava, sognava un sacco. Sognava di poter trasformare in oro tutto ciò che toccava, sognava felicità, sognava di riscattarsi da un'infanzia e un'adolescenza che avevano lasciato su di lui dei solchi più profondi di quelli che lui stesso riusciva a vedere
Faceva parte di una generazione di merda, quella delle cose "facili", quella del divertimento, quella del vuoto. Quella che può stancare, perchè se hai la supponenza di aver visto e fatto tutto e sei ancora un ragazzo, vuol dire che qualcosa non va.

Ha iniziato a porsi delle domande alle quali non trovava mai risposta finchè non ha fatto uno di quegli incontri che ti cambiano la vita. Quelli che ti fanno pensare che sulla Terra siamo talmente tanti che sarebbe più facile vincere al Superenalotto. Eppure...
Così ha vissuto, felicemente. Come in una favola, ha fatto tutto quello che il cuore gli suggeriva e tutto sembrava perfetto, per una volta. Ha rivoluzionato la sua vita, ha deciso che poteva e doveva cambiare qualcosa, che le emozioni che stava vivendo erano quello per cui valeva davvero la pena di vivere.

Ma ha fatto un errore. Si è scordato "le piccole cose". Non le grandi, quelle no. Quelle le ha fatte in maniera naturale, gli sforzi più grandi erano banali. Lasciare tutto? Non è un problema. Ricominciare? Nemmeno. Fondersi con Lei era la cosa più importante, non il prezzo da pagare.

L'amore, si sa, nasce dalle piccole cose. Sembra banale, ma senza quelle, tutto ha iniziato a collassare. E, al minimo segno di cedimento del leone, c'è sempre una iena pronta a nutrirsi di carogne. E per mangiare, la iena è pure disposta a travestirsi, a farsi crescere la criniera. A distruggere tutto quello per e con il quale si è vissuto per anni. Metteteci della stanchezza, metteteci delle carenze di comunicazione date da orari impossibili, da troppi impegni, da incapacità di rendere sublime il quotidiano e avrete la cronaca di una morte. Umiliante, perchè condita di menzogne. Anzi, più che di menzogne, di cose non dette. Cose per le quali sarebbe stato facile trovare una soluzione, tra un bacio e un sorriso. E un litigio magari.

Il ragazzo ha esalato il suo ultimo respiro. Coperto di vergogna, di fango. Ma col sorriso.
Mentre il ragazzo moriva, da qualche parte, nello stesso istante, nasceva un Uomo.

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