Gone with the flow - RegoleZero

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venerdì, 29 agosto 2008
Zero, gatto randagio!

Scivolo silenzioso tra i vicoli di questa nuova città. Adoro perdermi nel suo cuore la notte, vagare per strade sconosciute e borghetti di cui nemmeno sospettavo l'esistenza. Mi lascio sedurre dalle luci al neon di un negozio chiuso, da un gruppo di persone che escono allegre e traballanti da qualche locale, da odori forti e colori delicati che si rivelano solo con il chiar di luna. Mi avvicino, osservo curioso. Supero e continuo col mio cammino, mantenendo quel monumento, un campanile, una piazza come unico punto di riferimento mentre scelgo la direzione ad un bivio.

Perso, ritrovato.

Quasi sempre invisibile.
Ogni tanto incrocio sguardi. Commenti.
Odio e amo. E la vita da gatto randagio va avanti. Senza carezze ma anche senza cani che possano insidiarmi. Ad ogni modo, unghie affilate danno sicurezza.

E scopro con piacere che mi basto.

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martedì, 26 agosto 2008
30! E lode!

Un decimo di trecento. Un terzo di novanta, un terzo di paura. Dieci volte tre.
Potendo scegliere però, preferisco vederlo come tre volte dieci... boh, ad ogni modo, sempre di trenta si parla.

Trenta le scarpate nel culo che tirerei volentieri ad almeno un paio di persone. Seguite da trenta gentili accompagnamenti manuali dei loro crani contro la più vicina parete per poter "osservare" quale tipo di materiale organico possano mai contenere dentro quelle teste di merda. Ma la risposta sarebbe scontata e puzzerebbe troppo, quindi evito.

Trenta. Gli abbracci che vorrei darti prima che tutto sia finito. Perchè la vita non è facile ma sapere che dopo gli occhi e lo stomaco, anche fegato e polmoni abbiano deciso di abbandonare la nave mi sembra troppo per una sola persona. Sei Capitano su un vascello che fa acqua da tutte le parti e senza equipaggio. Trenta secondi. Trenta giorni. Trenta le vite che darei per fartene avere una più serena. Ma sicuramente sarebbe stata meno dignitosa.

Trenta messaggi, trenta dimostrazioni di affetto. Uno edulcorato e falsamente cortese. Ventinove pieni di affetto. Questi ultimi sono stati amati tutti, senza distinzione. L'altro sarebbe stato meglio se non fosse pervenuto e si fosse perduto nell'etereo buco nero degli SMS. Ipocrita. Trenta frustate.

Trenta. Gli anni che ho aspettato prima di capire che posso permettermi di avere 30 MILIONI di sogni diversi e di poter provare a realizzarli ogni giorno che vivo. Alcuni li ho già realizzati. Altri li realizzerò. Alcuni no. Ma potrò comunque inseguirli per altri trent'anni con l'aria felice di un bambino che corre dietro a un pallone.

Lode. A tutti coloro che hanno fatto di me la persona che sono. Quelli che mi sono Vicini e mi prendono così, con difetti (tanti) e pregi (pochi). Che mi vogliono bene e non perdono l'occasione di farmelo sapere. Quelli che ogni giorno mi danno benzina per la mente e per il cuore. Senza di voi, la vita non varrebbe nemmeno la pena di essere vissuta.

Per il resto... è ora di rimboccarsi le maniche.
Trenta volte. La strada è lunga.

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venerdì, 08 agosto 2008
Dolore. Io ti cerco. Tu mi trovi.

Dolore come cibo. Più ne divoro, più cresco. 
Non posso sfuggire a questo meccanismo, posso solo salire, sempre più veloce. Dolore vero. Ingrassare di dolore. Drogarsi di dolore. Abusarne senza tregua.

Quello fisico mi spaventa. Si torna agli aghi e all'inchiostro. Poche ore di sofferenza per disegnarsi su quel cuore stracciato un pezzo della propria vita mi sembrano il giusto prezzo da pagare. Per non dimenticare chi sono.
Chi sarò sempre e cosa non sarò MAI.
Il resto è evoluzione naturale e me ne compiaccio.

Quello mentale mi terrorizza al punto di rifiutarlo totalmente. La giostra del cancro ricomincia. Metastasi mai domate, un vecchio corpo fatto a pezzi, mutilato dai demoni della scienza solo per rubare un anno al Tristo Mietitore.
Morte. Naturale compagna e gran sipario del teatro della vita, a volte temuta, più volte desiderata.

Siamo davvero alla fine stavolta, lo so, lo sento. Pensavamo di prenderti in giro come gli eroi della mitologia greca, di chiuderti in un vaso, di poterti fottere alla grande. La realtà è che non siamo nè eroi, nè dei, soltanto Uomini. Però ti fronteggiamo con onore e dignità. E tanto ci basta.

Vaffanculo.

Delirato da: RegoleZero a 10:24 | link | commenti (6) |

martedì, 05 agosto 2008
Step by step!

La strada verso le WSOP è lunga, lunghissima! Ma lo studio-sviluppo di un pattern personale inizia a dare i suoi frutti, miglioramento continuo.

Terzo, mentre il numero dei partecipanti continua ad aumentare.
Bene così. Partire dal piccolo per conquistare il grande.

Per aspera sic itur ad astra.

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lunedì, 04 agosto 2008
Sono come sabbia...

Amo la fragilità. Spezzarsi in minuscoli pezzi, una volta superato il dolore, può essere un enorme vantaggio: quando si diventa sabbia, essere calpestati non fa più male. Un tempo lo pensavo soltanto, ora ne ho la certezza.

Niente può ferire. Come una tempesta, si abbandona il privilegio (maledizione?) dell'integrità per essere ovunque. Si resta attaccati sotto le suole, nelle pieghe degli abiti e del corpo, sui tappetini anteriori delle macchine.

In bocca a volte, a scricchiolare tra i denti.

Forte di questa nuova non-forma, lascio granelli di me ovunque, sufficienti a fare piccole, sgraziate ma delicate statuette che cambiano come cambia il vento.

A dare fastidio.
A dare piacere.
A portare via tutto.

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