Gone with the flow - RegoleZero
Time is running out...
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Più di *loading* neuroni bruciati
E così ti sei espansa nei miei pensieri, senza una ragione particolare, senza preavviso. Una crescita esponenziale della percentuale di occupazione delle sinapsi. Le fai vibrare inconsapevolmente fino a formare una complessa sinfonia elettrica.
Melodica biochimica.
Informaticamente paragonabile a un virus costruttivo. Riscrivi il codice, ottimizzandolo e ti stupisci del fatto che ti rispondo esattamente come vorresti. Potrei essere una complessa AI oppure il risultato di un'evoluzione umana forzata, ma non per questo meno reale.
Vedremo cosa accadrà.
Please wait...
Secondi. Giorni. Mesi. La sequenza non ha più senso. Il rapporto con la costanza del flusso temporale è irrimediabilmente corrotto. Meglio così. Nuoto in questo fiume, a caso, senza stancarmi e senza toccare la riva.
Un istante per capire la sensazione di calore. Un secondo per perdersi dentro di essa.
Un giorno per trovare solidità, settimane per oliare il meccanismo.
Anni per dare risposta a una singola domanda. L'infinito per ridere della falsa complessità del quesito.
Non è questo il mio tempo. Valori antichi, anacronistici. Inadatti. Eppure sono. E sono ora.
Vivere nel centro di questa città nuova, in un vicolo ad alta gradazione alcolica è divertente. E lo è ogni giorno di più dato che tutti sono tornati dalle ferie e il movimento è vivo e variopinto.
La calma piatta del giorno si contrappone al chiassoso movimento notturno. Mi chiedo perchè i tiratardi difficilmente danno peso al fatto che dietro a quelle finestre, là dove la luce è timida, possa esserci qualcuno che sta conducendo la sua vita ordinaria-solitaria. Già, qualcuno vive lì, proprio nella zona dove la gente va per divertirsi e coltivare relazioni sociali come un prato all'inglese. Strano eh?
Sono un ragazzo come loro in fin dei conti. Che magari eviterebbe di farsi i fatti altrui, ma che ha occhi svegli. Orecchie sensibili e silenzio in casa. Ha anche il dono della parola e lo spirito giusto per interagire allegramente. Insomma un fantasma burlone in stile Beetlejuice che li coglie di sorpresa mentre sono all'apice dell'euforia. E anche un pò più in là.
E le manifestazioni del fantasma del vicolo iniziano a essere praticamente quotidiane, tonnellate di scenette assurde che generano risate sia del fantasma che delle sue "vittime", ignare ma incaute.
C'è da dire che se una donzella ubriaca con relativa amica a far da palo, si mette a espletare i propri bisogni fisiolici per strada, accucciata sotto la mia finestra quando ha a disposizione la toilette non di uno, ma di due locali... il commento è servito su un piatto d'argento. O no?
...and chips!

...capita di cambiare profondamente nell'inconscio tentativo di fondersi con un'altra persona.
...capita di seppellire parte di sè stessi e dimenticarsene, spensieratamente.
...capita di ritrovare quella parte, quel piccolo tesoro dimenticato. Una banconota di valore in una tasca nascosta di una vecchia giacca, proprio quando se ne aveva disperato bisogno.
E a volte, capita di pensare: "mai più..."
Quando il frigo è pieno, c'è come una sensazione di benessere che si diffonde per la casa.
Colori e odori si trasformano in sapori ogni volta che il corpo reclama energia, la possibilità di scegliere qualcosa di adatto al momento dà un senso di libertà a pranzi e cene solitarie.
Tanti cibi scelti con cura. Qualche golosità per coccolarsi ogni tanto. Due settimane per ritrovare le basi. Tre mesi di terapia intensiva per una metamorfosi che mi aiuterà a scegliere un percorso.
Rito inverso per il tavolo. Quando non è impegnato a reggere la quantità industriale di puttanate che sono solito appoggiarci, reclama creatività. Vuole addirittura essere promosso a scrivania, magazzino e supporto di idee. Sempre più pulito, sempre più impegnato. Ci sarà molto da fare.
Il letto rimane una cuccia. La testiera, un graffiatoio.
Senza il dono della parola. Poveretto.
Convivere con te non è affatto facile. Nel momento in cui mi sembra di essere in perfetto equilibrio, ecco che pretendi attenzione.
Occupi spazi mentali, richiedi energia.
E se non sei soddisfatta pienamente, bussi con insistenza sulla Dura Madre facendo un fracasso infernale, togliendomi concentrazione, mettendomi in ginocchio.
Troppe volte ho pensato di liberarmi di te ma non ho mai ottenuto un risultato duraturo. E così, ogni volta, mi tocca inventare un modo per tenerti a bada e lasciarti esausta sul letto disfatto della mia mente. Senza conseguenze.
E' davvero dura averti come fidata compagna, amante e sorella.
Cara. Dolce. Amata.
Rabbia.