Gone with the flow - RegoleZero

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martedì, 24 marzo 2009
Check your results!

Riempire una zucca vuota con nozioni, acronimi e collegamenti ipertestuali può essere estremamente difficile e spossante, soprattutto se sono anni che non ci si applica nello studio.
I risultati arrivano, è vero. Ma con estrema e frustrante lentezza.

Faccio fatica. Più di quanta me ne aspettassi e superare questo scoglio sta diventando un'ossessione fatta di opzioni, scelte, asterischi e crocette. Risposte multiple a domande sbagliate.

Alti. Bassi.

La tendenza è quella di cercare di risolvere più problemi di quelli che creo o che mi cascano addosso ma questo, obiettivamente, non è poi così difficile. Il vero casino è sanare il pregresso con le poche energie rimaste.
Ma tutto sommato, queste sono proprio le situazioni "al limite" nelle quali sguazzo meglio. Distruggersi su più fronti per portare a casa qualche risultato è un'Arte.

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venerdì, 20 marzo 2009
La negatività degli estremi

"Poca cognizione è una cosa pericolosa. Ma anche molta."

Albert Einstein

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citazioni

martedì, 17 marzo 2009
Promemoria...

Ricordarsi di rimuovere i cd dei Disturbed e dei Limp Bizkit dalla macchina e portarli a casa.

Leggesi: utilizzare l'energia sprigionata dalla musica per fare le pulizie e NON per schiacciare il pedale.

Ce la posso fare. Forse.

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lunedì, 16 marzo 2009
Eleventh hour

L'ora che preferisco, l'ultimo spicchio dell'orologio. Alle undici di sera si può iniziare a salutare il giorno che volge al termine e iniziare a dedicarsi con la mente al successivo, senza fretta.
Ci si può perdere in una miriade di pensieri: gli incontri fatti, i ricordi di una vita che corre troppo. Strisciare tra le fantasie più umide o cavalcare l' American Dream.

Sessanta minuti tra inferno e paradiso con un comune denominatore. Ci si sofferma sempre su quello che si è fatto ma, soprattutto, su ciò che si farà.

E' l'ora in cui la stanchezza e il caos lasciano posto alla tranquillità e alla consapevolezza, quando l'imprevisto fa meno paura. Già. Perchè puoi addormentarti digrignando i denti o con un sorriso beffardo tra le labbra ma Il sonno ti traghetterà comunque verso un altro ciclo di ignoto. E un altro. E un altro ancora.

Sempre che, ovviamente, non ci sia qualcosa di meglio da fare che buttare via il proprio prezioso tempo dormendo.

Rivoglio la mia insonnia. La rivoglio, giuro.

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giovedì, 12 marzo 2009
Share knowledge, gain energy!

Regalo, presto, condivido. Raramente vendo. Svuoto casa e la riempio di nuovo. Vivere in uno spazio così ristretto mi ha costretto a catalogare e a cedere a titolo più o meno definitivo un sacco di oggetti. Oggetti di una vita, interessi di una vita.

Libri, dischi, fumetti, oggetti e tecnologie di tutti i tipi.

Il fatto è che, una volta iniziato, non riesci più a smettere.

Il senso di libertà e i sorrisi delle persone che ricevono prestiti o omaggi non hanno prezzo. Così come non hanno prezzo le loro opinioni e i loro feedback. Crescita di gruppo, nuovi spunti, nuovi modi di comunicare. Energia avvolgente di cui non posso e non voglio privarmi.

Una delle massime più intense di Fight Club affermava che "Le cose che possiedi, alla fine ti possiedono".

Niente di più vero.

Vero anche che, alla fine, sono quasi libero.

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mercoledì, 11 marzo 2009
Magic beans!

Scrivere quotidianamente sta ritornando ad essere una mia inderogabile priorità. Qualcosa in grado di dare un senso alla giornata, un impegno capace di regalare molto di più del piccolo sforzo che richiede.

Un minimo investimento di tempo per un grande ritorno di energie.

Il soggetto della scrittura non è importante. Può essere uno stupido post, una riflessione che va inchiodata su carta prima che voli via, il capitolo di un romanzo o due parole incise sulla corteccia di un albero.

L'importante è la traccia. Il seme. E' la pianta che ne può nascere, altissima, per poi avvizzire e morire in poche ore.

E rinascere il giorno seguente, più alta di prima.  

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lunedì, 09 marzo 2009
Overbooking

Un bel weekend in overbooking impreziosito da luce e clima che profumano di primavera.
Leggesi: poco più di 48 ore contenenti mille tasche per duemila cose da fare. Ne ho approfittato per sanare situazioni che andavano incancrenendosi e uscirne con un sorriso. Per fare una bella passeggiata all'aria aperta come non facevo da tempo, respirare e osservare tutto ciò che spesso, causa troppi impegni, non riesco a gustarmi.
Scoprire le bellezze di una città che non ho mai sentito mia, improvvisandomi guida turistica per amici in visita e divertirmi nel farlo. Monumenti e sapori.
Per stupirmi del fatto che le parole "moto" e "pista" riescono ancora a farmi saltare giù dal letto alle sei e mezza della domenica mattina, prima ancora che PdM inizi a trascinare mobili. Per emozionarmi tra il rombo dei motori, caschi e tute, per sentire la mancanza del mondo delle corse, così familiare fino a pochi mesi fa eppure così inspiegabilmente lontano.

Ma ancora per poco.

Riuscire a imbastire un pranzo in un attimo che soddisfi gusti particolari e riscoprire il fatto che tra i fornelli non sono affatto male. Vedere un piccolo capolavoro al cinema, uscire e perdermi in riflessioni sul corpo, sul tempo che passa, sulla miseria umana e ridacchiare all'idea di un viso, di rughe conosciute e di orologi biologici impazziti.

In tutto questo, sono riuscito a studiare, organizzare la settimana con i suoi impegni e con le sue persone da incontrare, aderire a nuovi progetti e proporne di miei.
Due giorni. Sembra incredibile. Soprattutto per il fatto che la vena produttiva si è estesa al lunedì con ottimi risultati.

Non mi sono ancora fermato.

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